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Catania tiene chiuse le attività commerciali

Sul web un’artigiana catanese lancia una denuncia contro l’amministrazione e c’è poco da darle torto.

Alessia Sapienza realizza sandali capresi su misura personalizzati, è una di quelle attività homemade apprezzatissime in questo periodo, ha già un negozio ma pensa di creare qualcosa di più tipico e caratteristico. A Catania nella storica Piazza Iolanda, da anni ormai, c’è un chiosco all’abbandono che una volta ospitava un’edicola.

L’artigiana ha chiesto al comune di poter riaprire i battenti della struttura e ridarle nuova vita, dopo un primo parere positivo affitta il locale e versa un contributo comunale ma il parere positivo si trasforma in negativo perchè non è possibile che un chiosco destinato originariamente ad edicola possa essere finalizzato alla vendita di altra merce.

«Sarebbe stato bello ridare vita ad un chiosco, dare nuova luce ad una piazza in centro città rovinata da ubriachi che ne hanno fatto la loro casa – si sfoga sui social Alessia – Sarebbe stato bello si ed invece Piazza Iolanda dovrà rimanere una splendida piazza con un bellissimo e mal odorante chiosco coperto da locandine pubbliciarie, ormai ripostiglio di bottiglie, coperte e cartoni, con dei bellissimi giochi per bambini appena istallati ma deserti perché diciamocelo Sindaco… io non porterei i miei figli a giocare in una piazza frequentata da ubriachi.»

Le edicole sono in crisi, per cui i chioschi destinati alla vendita di giornali, quindi classificati non alimentari, hanno un valore di mercato che si aggira intorno ai 10-15 mila auro, tutt’altra storia per i chioschi alimentari il cui valore è invece 10 volte più grande – 100.000 euro ad andar male.

Dal comune ci fanno sapere che sui chioschi esistono due macro distinzioni che riguardano appunto la natura alimentare o meno. In verità l’artigiana avrebbe, forse, potuto ottenere risposta positiva alla sua richiesta considerato che non intendeva trasformare in maniera intriseca la natura merceologica del chiosco. Che poi, non è inusuale che una edicola venda anche delle scarpe, chi non ricorda in estate ceste piene di infradito a buon prezzo?

Il dato di fatto è che stata bloccata l’iniziativa carettistica e innovativa di una giovane imprenditrice per mantenere uno stato dei luoghi che certo non gioca a favore di Catania.

 

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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