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Catania strangolata dal debito “pubblico”

Il debito del Comune di Catania certificato nel 2013 era di 528milioni di euro. Negli ultimi due anni sono stati prodotti debiti per ulteriori 29 milioni. Il riaccertamento dei crediti inesigibili ha obbligato il Comune a sancire un aggiuntivo disavanzo di 580 milioni di euro.

Un miliardo e 30 milioni di euro di debiti oggi pesano sulle spalle degli abitanti della città di Catania.

In relazione a questo argomento oggi alle 21.00 a palestra LUPO a Catania, si terrà un’assemblea sul debito del comune di Catania con Marco Bersani per costruire insieme l’opposizione a tagli, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico.

Debiti che non hanno contratto i cittadini, che non hanno migliorato la qualità della vita in città, che non hanno consegnato maggiori servizi. Debiti frutto delle pessime amministrazioni, dei tagli micidiali agli Enti locali, della speculazione dei grandi gruppi bancari sull’esigenza di liquidità dei Comuni. Debiti non nostri ma che vogliono fare pagare all’intera città.

Mentre sarebbe necessario un intervento pubblico per risollevare l’economia e migliorare le condizioni di vita di chi sta subendo i drammatici effetti della crisi, la città è a un passo dal dissesto e l’Amministrazione Bianco ha intenzione di redigere (far redigere a privati) un nuovo Piano di riequilibrio finanziario trentennale che porterà all’aumento delle tasse comunali, al taglio di numerosi servizi essenziali, al crollo dei finanziamenti pubblici, alla privatizzazione dei servizi e dei beni comuni, alla svendita del patrimonio pubblico.

Non è un caso che proprio in queste ore l’Amministrazione stia tentando la svendita di luoghi importanti come il Teatro Coppola e stia minacciando di sgombero la Palestra Lupo.

Fino al 2046 la città sarebbe condannata a bilanci lacrime e sangue, pianificati nelle segrete stanze di consulenti attraverso inumani imposizioni finanziarie. Da un lato infatti depredano le risorse pagate attraverso sacrifici dalle tasse dei cittadini, dall’altro annullano la democrazia delegando a consulenti e uffici tecnici le scelte di bilancio.

Abbiamo il dovere di fermarli, di aprire una discussione sul futuro della città e di contrastare con forza le politiche di austerità che l’amministrazione Bianco e il Governo Renzi vorrebbero imporre a Catania.

Dobbiamo liberarci del cappio del debito e dell’austerità, iniziando dal nostro territorio e dalla nostra comunità.
Per tornare a immaginare un futuro fatto di investimenti pubblici, diritti, giustizia sociale, democrazia.

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Redazione

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