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CATANIA STRAFATTA

CATANIA STRAFATTA di cocaina

Sai Figa, questa città soffia cocaina come se non ci fosse un domani.

La polvere bianca gira ovunque e comunque con grande disinvoltura. Le dimensioni economiche sono tali da non poter esser quantificate. Tant’è è proprio Catania ad essere la città che in Sicilia, più che Palermo, consuma maggiormente coca. Almeno, così affermavano vecchie e stantie statistiche.

“Facciamoci un palo in bagno” ovvero tiriamo cocaina: è la frase più comune nei locali etnei tra giovanissimi che a partire dai 15 anni si sballano mentre ignari genitori decidono spontaneamente di chiudere gli occhi. Ma ci sono anche i grandissimi, gli irriducibili che a 65 anni tirano una striscia alla stessa maniera di un caffè bevuto al bar.

La coca è ovunque: in quei posti banali dove è certo che puoi bere litri di alcol accompagnati da un “bel palo” alle sale bingo dove si riversano poi i tossici che, dopo una serata a limite, per rilassarsi, se gli resta ancora qualche soldo in tasca, vanno a giocare.

Catania Strafatta

Ma la coca è anche in palestra e al centro commerciale. Non ci sono dati sul fenomeno e forse ci vorrebbe qualcuno che girasse per capire effettivamente cosa sta succedendo in questa città in cui, anche quando ci sono 40 gradi all’ombra, nevica in agosto.

Lo spaccio è organizzato bene, gli stupefacenti li trovi ovunque e sono a portata di tutti. Sono attrezzati molti dei vu cumprà che la sera vanno in giro nei locali per vendere accendini. Se gli chiedi il “fattore x” possono fornirti dall’hashish fino alla coca. Ma quando sei alla ricerca e ne vuoi quantità industriali per organizzare un buon festino puoi andare a prendertela H24 a Librino, che però risulta fuori porta, o a San Giovanni Galermo.

L’organizzazione è perfetta, la coca si recupera per strada con un sistema di vendita collaudato: tre turni al giorno ma se vai di notte il servizio costa di più. 70 – 80 – 90 euro al grammo. Piccole staffette per strada fermano le macchine, il primo uomo che ha il contatto con il cliente parla in codice al walkie talkie con un’altro che sta al palazzo accanto e subito si materializza una piccola pallina (un semplice grammo).

Carta alla mano, la rompi, ne fai una striscia e te la “soffi” dritta nella narice. Se invece te la vuoi “godere” a casa e in tranquillità puoi anche ricavarne crack da fumare da solo o in compagnia.

È un giro maledetto che alimenta altri vizi come la prostituzione e il gioco d’azzardo. E la vita va a Catania, felice e disinvolta tra droga, sesso, gioco, alcol. E che volgarità il solo rilevare che questa è una Catania strafatta… non siamo mica dei “provinciali”

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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