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Catania sotto assedio del rumore

Catania sotto assedio del rumore: è la denuncia di Legambiente davanti i dati allarmanti della campagna Treno Verde, realizzata in collaborazione Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare.

Il risultato delle analisi eseguite riporta un livello dello smog diffuso, ma contenuto, al contrario del rumore, dove i decibel superano di gran lunga i limiti di legge.

In tutte le stazioni, infatti, i decibel registrati dalla strumentazione di Legambiente hanno mostrato valori ben al di sopra dei limiti di legge: tre di queste (le due arterie e la via ad elevato scorrimento) hanno registrato valori di Leq oltre i 70 decibel (valori che secondo la normativa vigente non sarebbero permessi neanche nelle aree industriali), mentre le altre 3 stazioni (le due zone centrali e il plesso scolastico) hanno raggiunto valori medi compresi tra 65 e 69 db (il limite è rispettivamente di 60 db per le vie trafficate e 45 db per le aree protette come le scuole).

Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, il monitoraggio è stato eseguito con una strumentazione per le polveri sottili (PM10) ed una portatile per le polveri fini e ultrafini (PM10 – 2,5 e 1) nelle stesse zone: pur non essendo state registrate concentrazioni particolarmente elevate nei vari punti scelti (le medie orarie registrate variano dai 3 microgrammi a metro cubo su viale Africa ai 21 microgrammi di Piazza Università), c’è da evidenziare come la stazione di monitoraggio abbia mostrato concentrazioni di polveri sottili molto simili a quelle rinvenute in vie secondarie distanti qualche centinaio di metri dalla principale. A dimostrazione di come lo smog non riguardi solo le strade molto trafficate, ma si diffonda anche quelle nelle immediate vicinanze, magari meno trafficate, in cui si insediano attività sensibili, commerciali o residenziali, ed in cui i cittadini hanno la convinzione di una migliore qualità dell’aria.

“È tempo di passare dalle parole ai fatti – dichiara Annamaria Pace di Legambiente Catania -. All’amministrazione comunale chiediamo innanzitutto di aggiornare e rendere finalmente esecutivo il Piano generale del traffico urbano, approvato ormai cinque anni fa ma fino ad oggi dimenticato in un cassetto e mai attuato. Da quest’importante strumento parte la pianificazione ragionata di una città che purtroppo ancora oggi è schiava dell’auto privata. Occorre invece fermare l’invasione dei mezzi inquinanti soprattutto nelle aree del centro storico, ampliando le aree pedonali (ad esempio Piazza S. Francesco, via Teatro Greco, Piazza Manganelli o la chiusura alle auto per l’intera giornata in via Cardinale Dusmet, in corrispondenza della porta Uzeda). Altro punto previsto dal Pgtu ma mai attuato è la realizzazione delle nuove linee Brt: non solo non sono state mai realizzate ma l’unica in funzione oggi necessita di urgente manutenzione. I cittadini devono riappropriarsi degli spazi di questa città – conclude Pace – e utilizzare l’auto privata deve diventare sempre più l’ultima scelta possibile da parte dei residenti”.

Tra le altre proposte di Legambiente per Catania la creazione di piste ciclabili, copiando ad esempio quello che accade a Grenoble, città gemellata con Catania, realizzando la pista del lungomare da Acitrezza fino all’Oasi del Simeto; realizzare finalmente un sistema di abbonamento integrato bus, metro e treno; la creazione di isole ambientali e zone a traffico 30.

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Redazione

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