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Catania, sì dehors a bar e rosticcerie con 40 posti e solo 2 bagni

Ci sarebbe una svolta per bar e rosticcerie di Catania: se prima l’Asp aveva posto il veto per i “dehors”, adesso non ci sono più ostacoli. Alcuni esercizi di questa categoria si erano visti bloccare dall’azienda sanitaria la concessione per l’uso di suolo pubblico, che fino ad allora veniva data dal Comune senza troppi problemi: cioè niente tavolini e sedie fuori per chi, con meno di 80 posti a sedere all’interno, non disponeva di 3 servizi igienici, due per il pubblico ed uno per il personale.

L’azienda sanitaria si era appellata alla Circolare regionale 907/97, in cui si stabilivano questi parametri a causa dell’elevato numero di casi infettivi in Sicilia dovuto a malattie oro-fecali. Grazie ad un’interpretazione della stessa norma, invece, si potrà aggirare la severità di queste regole.

Su segnalazione della Federazione Italiana Pubblici Servizi Confcommercio Catania e dell’Ente Turismo Sicilia, l’Assessorato alla Sanità ha infatti istituito un tavolo tecnico che ha trovato nel DPR 327/80, sempre citato nella circolare, una scorciatoia: per questo tipo di esercizi valgono le norme d’igiene stabilite dal regolamento comunale.

“In realtà già altri comuni avevano agito seguendo questa via – commenta il presidente regionale della Fipe Dario Pistorio – tuttavia se non ci fosse stata una modifica alla circolare, quest’anno circa il 60% dei richiedenti avrebbe visto negata l’autorizzazione, perché non erano adeguati alla normativa. Così facendo, quasi 1.000 posti di lavoro sono stati salvati.”

Si è stabilito inoltre che il pericolo di infezione non dipende dal numero di servizi igienici, ma “da una corretta applicazione del piano di autocontrollo e gestione dei prerequisiti” degli stessi titolari. Da adesso, quindi, l’autorizzazione per l’uso di suolo pubblico potrà essere concessa anche a quegli esercizi con meno di 40 posti a sedere dentro che sono però muniti di almeno 2 bagni, uno per il personale e l’altro per i clienti.

Questo, dice l’Assessore Mazzola, permetterà “a tutti finalmente di regolarizzare le loro posizioni, di avere un’occupazione all’esterno di tavoli e sedie e soprattutto, mi piace pensare, di dare sviluppo alle nuove attività, anche le più piccole, che potranno appunto essere sgravate da questi criteri interpretativi fino ad oggi molto rigidi”.

Una nota che mette d’accordo amministrazione e Fipe, un passo in avanti dopo che l’11 novembre è stato discusso in consiglio il regolamento sui dehors, atteso da fine 2013. Ma la decisione di allargare la lista delle attività aventi diritto potrebbe scontrarsi con l’opinione di una parte dei residenti del centro, riuniti nel Comitato Centro Storico Onlus, che da tempo chiedono una maggiore vivibilità della zona anche a scapito della movida catanese.

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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