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Catania-Ragusa tra critiche e speranze

“La strada della morte”: è così denominato l’unico percorso che collega Catania con Ragusa, teatro di molteplici incidenti.

La realizzazione del raddoppio della Catania-Ragusa è un’odissea. Nel 2016 il tanto atteso annuncio: i cantieri sarebbe stati aperti fra un anno. Ma ad oggi ancora nulla di concreto. Neanche l’appello al premier Giuseppe Conti ha prodotti effetti.

La nota dell’Ugl

Sull’argomento si esprimono anche  Giovanni Musumeci e Gianna Dimartinosegretari generali delle unioni territoriali della Ugl di Catania e Ragusa.

«Sulla realizzazione del raddoppio della Catania – Ragusa è arrivato il momento delle scelte. Si tratta di una delle opere più importanti da realizzare in Sicilia e non solo. Consentirebbe ad un’area come quella del sud – est dell’isola di uscire dal semi – isolamento in cui è rilegata da sempre e puntare allo sviluppo che merita. Il governo nazionale non può più perdere tempo sul grido di aiuto di un’intera popolazione e della Regione. Deve prendere una decisione netta. Non si può essere contrari alla costruzione del ponte sullo Stretto, sostenendo che prima devono essere fatte strade e ferrovie adeguate. E poi non avere neanche le idee chiare quando si tratta di avviare l’ampliamento di una strada o il potenziamento di una linea ferrata», si legge in una nota.

«Quella della Catania-Ragusa è una questione di interesse sovranazionale, perché riteniamo rientri appieno nel progetto di mobilità relativo all’asse Sicilia – Germania. La stessa Europa, con i suoi deputati eletti in Sicilia non può girarsi dall’altra parte di fronte ad una vicenda che più i giorni passano e più grottesca diventa. Basta fare campagne elettorali e giochi di parte sulla pelle dei siciliani.Si trovi un punto di accordo tra pubblico e privato sull’elaborato progettuale. Servono le risorse necessarie per far partire finalmente un cantiere che da ormai troppi anni aspetta di essere avviato».

Il pedaggio

Altra questione di assoluta importanza è il prezzo del pedaggio. Secondo le recenti dichiarazioni del ministro Toninelli, dovrebbe aggirarsi intorno ai 3/4 euro.

« Bisogna evitare in questo modo anche la previsione di un pedaggio esagerato, come quello attualmente previsto. Andrebbe sicuramente a penalizzare l’economia del territorio e generare possibili criticità per la gestione privata», evidenziano Biagio Tummino, dirigente Ugl e componente del comitato spontaneo ragusano ed Angelo Mazzeo, dirigente della Ugl catanese e delegato per la problematica. 

«Se invece si deciderà di proseguire sulla strada del project – financing, l’intervento della Regione siciliana voluto dal governo Musumeci, in materia di agevolazioni sui pedaggi, risulta indispensabile. – sottolineano Musumeci e Dimartino – Se non si vuol creare l’ennesima opera inefficace in una parte della Sicilia dove il livello di produttività è ancora elevato nonostante i disagi. Il turismo è in netta crescita e le potenzialità inespresse sono ancora tante. Quello nostro vuole essere un accorato appello. Il dibattito lasci spazio ai fatti».

La speranza al Cipe

Nella serata di ieri, però, si è accesa una speranza. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, al Cife ha divulgato un’importante novità.  La Sarc srl, società concessionaria, si è resa disponibile a cedere il progetto ad ANAS. Conseguentemente, l’autostrada Catania-Ragusa sarà realizzata completamente con fondi pubblici. Si avranno, così, le tariffe in sicurezza e non si rischieranno ritardi dovuti alla Sarc.

E.G.

 

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Redazione

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