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Catania Pride 2017 tra provocazione e orgoglio

In occasione del Catania Pride 2017 che quest’anno ha come tema Orgoglio della Cultura e Cultura dell’Orgoglio, ecco il documento politico stilato da Catania Pride e Arcigay Catania.

“La coscienza di comunità, analogamente alla coscienza di classe, è fondamentale per l’individuo e non nasce automaticamente da una astratta “omogeneità” né da un “territorio comune”, ma da un senso di partecipazione alla stessa storia degli altri.” (Stephen Murray).

Ci ricordiamo da dove veniamo? Abbiamo presente dove vogliamo esattamente arrivare? Ci ricordiamo chi siamo?

Riconoscersi nella propria storia e grazie ad essa è un processo essenziale, fondamentale per avere costantemente chiara sia la propria posizione, sia per poter tracciare una direzione di marcia coerente con la propria identità.

Ciò appare a noi quanto mai rilevante in una fase storica del movimento LGBT, come l’attuale, nella quale, con l’ottenimento della legge 76/2016 ex Cirinnà, si ha la percezione (non corretta), secondo cui, essendo state soddisfate talune esigenze personali, le lotte e le rivendicazioni per la piena parità dei diritti si siano del tutto esaurite.

Aggiungasi l’effetto, per noi deleterio, di alcune teorie che, negando definizioni, identità, specificità e appartenenza contribuiscono a decostruire la nostra comunità, rendendo impronunciabili quei termini che hanno fin qui distinto ciò che siamo, che costituiscono da sempre l’elemento fondante del nostro orgoglio. In questo modo esse contribuiscono a minare la sopravvivenza stessa del nostro essere comunità e movimento.

Il percorso dell’ identità, da considerare anche come strategia politica, è al contrario quanto mai necessario per invertire la percezione di noi come vittime e minoranza, potendoci affermare, invece, come protagonisti della storia.

Occorre, allora, ricordare la nostra storia, le ragioni del nostro essere, la nostra autentica identità, il senso della “nostra partecipazione alla storia degli altri” nel quadro della ricerca del significato sociale di linguaggi, gesti, modi di essere e sentire che accomunano molte persone rendendole comunità.

Tracciare il denominatore comune del nostro mondo piuttosto che i fattori di alterità rispetto all’altro da noi costituisce elemento di ORGOGLIO e una risorsa politica, funzionale anche al superamento della percezione di noi come minoranza anziché come parte della società e, quindi, funzionale alla decostruzione di stereotipi sociali e di genere.

Ci piace, al riguardo, citare Angela Davis (Women of the world Festival 2017 a Londra):
«In qualche modo usiamo sempre come metro di paragone coloro che sono al centro delle strutture che vogliamo demolire. Perché mai le donne dovrebbero voler diventare uguali agli uomini? Perché mai i neri e i latini e gli arabi e i musulmani dovrebbero voler diventare uguali ai bianchi? Perché la comunità LGBTQ dovrebbe volersi assimilare a un contesto di eteropatriarcato? Dobbiamo essere coscienti del grado con cui l’assimilazionismo tende sempre a regnare sovrano. Il razzismo è stato risolto integrando i neri e le persone di colore in una società dove vige la supremazia bianca senza pensare a cosa dobbiamo fare per trasformare quella società».

Ripristinare l’orgoglio della nostra cultura, attraverso il pieno dispiegarsi del discorso sulla sessualità e sulla relativa autentica liberazione, sui generi e sulla migrazione di genere, significa anche sapere e potere “contaminare” scelte e culture politiche invece che subirne passivamente gli effetti, nonché superare l’introiezione del pregiudizio omofobico spesso, troppo spesso, latente anche all’interno della nostra comunità.

Conoscersi attraverso la conoscenza della nostra storia diviene, allora, fondamentale per comprendere le diverse dinamiche e percezioni di noi articolatesi nel corso dei secoli valorizzando, secondo una definizione di Giovanni Dall’Orto, tutto ciò che è stato prodotto da quegli individui omosessuali che si rendevano conto di essere “diversi”, in seguito alla sperimentazione della “diversità”.

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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