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Catania. Lo Monaco: «Sciacalli vogliono il male del club». Lucarelli: «Nessuna promessa»

Il direttore punta il dito su un avvocato-tifoso e un rappresentante della curva. «Venite voi a gestire».

Conferenza stampa a due facce quella della presentazione del Lucarelli bis  a Catania. Da un lato, il tecnico non fa proclami e invita al sostegno della squadra e a pensare partita dopo partita. Dall’altro, l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco si leva qualche sassolino dalla scarpa e fa nomi e cognomi di chi secondo lui vuole il male del club.

Lo Monaco in conferenza stampa parla di un ricordo gradito in un momento delicato.  «A Vibo Valentia si è visto un Catania troppo brutto per essere vero. Non classificato, come quando a scuola si fa scena muta. Con Lucarelli cercheremo di riprendere un cammino interrotto quasi due anni fa. Il rullino di marcia del Catania è troppo strano per poter pensare di poter avere dei fondamenti», le parole del Direttore. L’Urlo

Lucarelli: «Nessuna promessa, ma ci proveremo»

«È sempre un dispiacere quando c’è un avvicendamento di un allenatore», esordisce Cristiano Lucarelli. «Il cordone ombelicale con il Catania non si è mai staccato. Io ed il mio staff siamo contenti di avere una seconda possibilità. A Catania sono stato bene e diventava difficile voltare le spalle nel momento di difficoltà. Ci vuole l’aiuto di tutti. Chiedo di mettere da parte i motivi di incomprensione e remare tutti dalla stessa».

«Ho visto i ragazzi vogliosi di ripartire», continua. «Ho chiesto loro la totale disponibilità ed essere onesti e dire se qualcuno vuole andare via a gennaio. Non si può promettere niente ma cercheremo di risalire la classifica. Da oggi esiste solo il Catania. Chi non rispetta questi parametri non sta con noi. Non dobbiamo avere l’assillo del primo posto. I Cosenza di 2 anni fa insegna a tutti».

Di tabelle non ne vuole sentire e ritiene che bisogna guardare partita per partita. Quest’anno rispetto a 2 anni fa, c’è più concorrenza di grandi piazze.

Lo Monaco: «Sciacalli vogliono il male del Catania»

Dopo le parole del tecnico inizia lo sfogo di Pietro Lo Monaco, messo sotto accusa dalla tifoseria per i risultati non brillanti della squadra e su una situazione “difficile” delle casse del sodalizio di via Magenta. «Forse era auspicabile quando sono arrivato,  vista la situazione economica fallire. La Società ha cercato di mantenersi in vita e risanare. In tre anni abbiamo portato il disavanzo da meno 15 milioni a meno 4 milioni, e abbiamo ridato un futuro alla stessa società». In questo contesto descritto da Lo Monaco, lo stesso continua dicendo che “sentire tutti questi sciacalli che hanno a cuore non altro che la fine del Catania, che parlano di fallimento, mi lascia l’amaro in bocca”. Il direttore, malinconicamente sostiene che non è giusto che “anni di lavoro e salute sono oggetti di da chi non capisce niente di calcio“. L’urlo

Il direttore fa i nomi di un avvocato e un esponente della curva

Lo Monaco chiosa che non esiste una figura nel calcio che possa garantire la promozione, ma solo la competitività della squadra. Una squadra che negli ultimi due anni ha giocato la semifinale dei playoff non rappresenta, a detta di Lo Monaco, un fallimento calcistico. «C’è gente che ne spara di tutti i colori. Ogni frase è strumentalizzata», sostiene il massimo dirigente etneo. «Mi viene di dare a questa gente le chiavi del Catania. Vengano loro a gestirla. Mi riferisco al signor Michele Spampinato della Curva e l’avvocato Rapisarda, visto che sono i giudici».

L’Ad del Catania continua spiegando di avere sempre avuto rispetto per i tifosi, ma che per tifosi intende tutti quelli che seguono la squadra in tutti i settori dello stadio e anche da casa. «Loro non rispettano il Catania. L’obiettivo (loro ndr.) qual è? Li farei gestire se fossi sicuro che loro possano sistemare le cose. Ancora mancano 20 partite e nulla è detto. Ma qualcuno, mi sembra che aspetti che le cose quasi quasi vadano male per poter criticare». Poi conclude osservando che il Catania da a mangiare a 250 famiglie e quindi la gestione rappresenta una “grande responsabilità“.

 

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Salvatore Giuffrida

Classe 70. Giornalista per passione ma nella vita passata chimico e topo di laboratorio. Un buon vino ed un piatto tipico sono sempre ben accetti. Per gli animali un amore sconfinato.

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