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Catania, la “battaglia” degli asili nido

E’ uno dei “fronti caldi” aperti in città. Un problema che si trascina da anni. Con scambi di accuse e polemiche, con l’amministrazione comunale impegnata a rincorrere “soluzioni tampone”, a trovare i soldi che non ci sono, insomma ad utilizzare la solita “macchina dell’annuncio” per calmare le acque. Ma i licenziamenti e la riduzione del servizio, in particolare per le famiglie a basso reddito, sono dietro l’angolo.
Insomma, per gli asili nido comunali a Catania è “battaglia”, anzi “guerra”. Un conflitto che dura da mesi, fra l’amministrazione, in particolare fra gli “assessori-targati Cgil” succedutesi ai servizi sociali, prima Fiorentino Trojano poi Angelo Villari e “Catania Bene Comune”, una delle pochissime voci di opposizione rimaste nella “città normalizzata” che è Catania da quasi due anni.
Al centro della “battaglia” un servizi sociale essenziale, già messo in discussione ai tempi dell’amministrazione Stancanelli, accusata dalla nuova maggioranza di volere chiudere gli asili. Accusa sempre respinta, carte alla mano, dai responsabili dell’epoca. Eppure, in un “film già visto” , la nuova giunta ha sempre rivendicato una sorta di merito, quello di avere “salvato” il servizio.
Paradosso vuole, invece, che, secondo quanto denuncia “Catania Bene Comune” e le lavoratrici del settore, i rischi sono forti, ora.
“Poche ore –scrivono Cbc e dipendenti- ci separano dal momento in cui l’amministrazione comunale, procedendo con la gara d’appalto, con un solo atto licenzierà decine di lavoratrici, dimezzerà il numero di bambini che potranno frequentare gli asili nido, dequalificherà, con la riduzione del personale, un servizio fino ad oggi di assoluta qualità.

Nonostante le richieste di annullamento e modifica del bando di gara provenienti dalle lavoratrici, dai genitori, da tutte le sigle sindacali, da tutte le cooperative e persino dai gruppi consiliari di maggioranza, l’Assessore Villari e il Sindaco Bianco insistono affinché si vada avanti con licenziamenti, tagli e dequalificazione del servizio. Neanche l’annuncio che si provvederà a impugnare il bando presso le sedi competenti ha fatto desistere l’amministrazione.”
Che fare?
“Inutili e falsi i proclami con i quali l’Assessore Villari dichiara di voler rilanciare il servizio. Oggi c’è un solo modo per salvare gli asili nido e i posti di lavoro: annullare questo bando, modificarlo e ripresentarlo dopo un partecipato momento di confronto. Anche i bambini che frequentano gli asili nido hanno compreso che è assurdo licenziare personale e ridurre la capienza degli asili se si vuole effettivamente investire sul servizio.

Se l’amministrazione non si fermerà dal 1 febbraio 2015 decine di famiglie si troveranno senza alcun reddito, solo 360 bambini potranno usufruire del servizio asili nido e si proseguirà la strada verso la totale chiusura e privatizzazione degli asili.”

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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