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Catania in ginocchio davanti al maltempo, Musumeci: Sei milioni per i comuni colpiti

Catania è ormai in ginocchio davanti al maltempo. In questi giorni, violenti temporali si sono abbattuti sulla città etnea, causando disagi in molti comuni e soprattutto danni per milioni di euro.

Ieri pomeriggio, una vera e propria “bomba d’acqua” ha fatto temere agli automobilisti il peggio: circa 50 cm di pioggia in pochi minuti. Infatti, sulla statale 417 Catania- Gela, molte auto sono state costrette a fermarsi a causa dei violenti detriti che le colpivano e ne bloccavano il passaggio. Indispensabile l’intervento dei vigili del fuoco, del personale dell’Anas e della Polizia stradale. Sulla statale è rimasta aperta solo una corsia a senso alternato.

Palagonia è il comune più colpito.

Circa tre giorni fa il maltempo aveva completamente straziato i territori di Palagonia, Militello, Ramacca e Scordia. Le scuole erano rimaste chiuse poiché le strade erano state definite impraticabili.

Sempre ieri, a causa del temporale, l’aeroporto di Catania è stato interessato a diversi disagi, quali la mancanza di energia elettrica e il dirottamento di due voli: il Roma-Catania Alitalia Az 01751 delle 19:15 che è atterrato a Comiso, e il Ryanair da Bologna delle 19.40 che è giunto al Falcone- Borsellino di Palermo.

Nei giorni scorsi, inoltre, le intense piogge hanno visto il fiume Simeto esondare.

Sei milioni di euro per i comuni colpiti

Vista l’evidente situazione d’urgenza, il presidente della Regione Nello Musumeci ha convocato una riunione a Palazzo d’Orleans.

«La situazione – dichiara Musumeci – è davvero difficile e drammatica, migliaia di aziende, soprattutto agricole, sono in ginocchio. Bisogna subito dare un segnale concreto, ai sindaci ed alla gente colpita, affinché non si sentano soli».

La Regione ha deciso come stanziare i fondi regionali destinati ai comuni colpiti dalle calamità di questi ultimi giorni. Un milione di euro sarà destinato agli Enti locali per i lavori di urgenza; l’obiettivo è quello di rimuovere le macerie e ripristinare il regolare andamento del traffico nelle strade provinciali e comunale. I restanti cinque milioni di euro verranno investiti nel restauro delle infrastrutture danneggiate. Queste ultime risorse sono prelevate dal Fondo di sviluppo e coesione, attraverso la Struttura contro il dissesto idrogeologico guidata dallo stesso presidente della Regione. Gli interventi saranno gestiti dal dipartimento regionale della Protezione civile.

«Alle Province e ai Comuni alluvionati saranno assegnati sessanta giorni di tempo per presentare i progetti esecutivi, altrimenti perdono il finanziamento – spiega il governatore – le esperienze passate ci dicono che i tempi di certa burocrazia spesso non sono compatibili con le urgenze dettate dalle necessità della gente e del territorio. Un muro crollato, una strada dissestata non debbono rimanere per anni in quelle condizioni. Servono tempi certi. Peraltro, se gli enti locali non dovessero avere sufficiente personale tecnico in organico, potranno benissimo procedere con l’affidamento di incarichi esterni».

«Nelle scorse ore ho parlato con i sindaci dei Comuni colpiti ed ho assicurato la vicinanza della Regione. Ma dobbiamo pensare anche alle aziende danneggiate. E qui serve l’intervento urgente del governo di Roma. Per questo, abbiamo proclamato oggi stesso lo stato di calamità e chiesto al governo centrale di dichiarare l’emergenza. Se ai nostri provvedimenti aggiungiamo quelli che dovrebbero arrivare dalla Capitale, credo che avremo la possibilità di ridare un minino di serenità ai territori devastati».

«Certo – conclude Musumeci- quanto accaduto deve farci riflettere sulla attenzione che nel passato hanno avuto le istituzioni per la tutela del territorio. Una condotta irresponsabile! Per questo tre mesi fa abbiamo istituito l’Autorità di bacino, attesa da tanti anni: servirà a programmare e gestire gli interventi nel complesso sistema fluviale dell’Isola, del quale nessuno sembra essersi mai occupato. Nel frattempo ho disposto delle indagini per possibili recenti omissioni da parte di alcuni funzionari e dirigenti dell’amministrazione regionale. Ma di questo non mi sento di parlare. Almeno per ora».

EG.

E.F.

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Redazione

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