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Catania-Foggia 0-1 (VIDEO). Rossazzurri in caduta libera, si valuta il ritorno di Rigoli in panchina

CATANIA-FOGGIA 0-1

MARCATORI: 48′ autorete di Gil

CATANIA (4-3-3)  12 Pisseri, 28 Parisi, 6 Gil, 3 Bergamelli, 16 Marchese; 4 Bucolo (dal 71′ Tavares), 5 Scoppa, 27 Biagianti; 23 Di Grazia, 32 Mazzarani (dal 79′ Pozzebon), 10 Russotto. A disp. 1 Martinez, 18 Di Stefano, 29 Longo, 33 Manneh, 15 Mbodj, 21 Fornito, 30 Piermarteri, 20 Djordjevic, 11 Barisic. All. Pulvirenti.

FOGGIA (4-3-3) 1 Guarna; 6 Loiacono, 14 Martinelli, 21 Coletti, 23 Rubin (dal 83′ Figliomeni); 4 Agnelli, 15 Agazzi, 18 Deli (dal 61′ Gerbo); 7 Chiricò (dal 61′ Maza), 19 Mazzeo, 9 Di Piazza. A disp. 22 Sanchez, 12 Tucci, 13 Empereur, 17 Dinielli, 5 Vacca, 24 Martino, 16 Sicurella, 10 Sarno, 20 Pompilio. All. Stroppa.

ARBITRO: Amoroso della sezione di Paola

AMMONITI: Martinelli, Scoppa, Loiacono, Coletti


E’ crisi senza fine per il Calcio Catania che raccoglie la quarta sconfitta consecutiva contro il Foggia nel match valido per per la 31/a giornata del girone C di Lega Pro.

Vittoria di misura degli uomini di Stroppa che si impongono al Massimino con il minimo sforzo, decisiva l’autorete di Gil al 48′.

In uno stadio pressochè deserto, in seguito alla presa di posizione dei gruppi organizzati della Curva Nord in aperta contestazione con l’operato societario, è andata in scena una partita avara di emozioni, in cui la protagonista assoluta è stata la noia.

Mister Pulvirenti mischia le carte e rivoluziona l’11 iniziale, fuori Fornito,Tavares e Pozzebon  e spazio al redivivo Mazzarani schierato nell’inedito ruolo di falso nueve con alle spalle Russotto e Di Grazia.

Sin dai primi minuti la scelta del tecnico si rivela azzardata, alla solita manovra lenta e prevedibile si è aggiunta l’assenza di peso specifico in area di rigore rossonera consentendo agli ospiti di rischiare pressochè nulla.

La capolista per nulla trascendentale e poco precisa si adatta nella prima frazione ai ritmi compassati dei rossazzurri, ne risultano 45 minuti di sbadigli in cui l’unico acuto è quello di Di Piazza al 32′ che non incrocia e fallisce da pochi passi l’appuntamento con il gol.

Nella ripresa la formazione di Stroppa trova subito il gol al 48′, calcio piazzato di Agnelli, confusione in area di rigore etnea con Gil che trafigge Pisseri realizzando il più classico degli autogol.

I pugliesi, forti del vantaggio, si sciolgono e sfiorano in più di un’occasione il raddoppio, al 54′ con Mazzeo,e al 73′ con  Di Piazza che spara alto da buona posizione.

I rossazzurri provano a spingersi in avanti ma la reazione è sterile, al 74′ la più limpida delle occasioni per i padroni di casa, Bergamelli sugli sviluppi di un calcio piazzato da posizione defilata colpisce di tacco la traversa.

Nessun sussulto nel finale, il Catania si arrende a un Foggia non in stato di grazia, lasciando per strada punti preziosi per la zona play-off che bisogna dire è ancora li a un punto di distanza a quota 40.

Nonostante l’obbiettivo stagionale sia a portata di mano non sarebbe onesto intellettualmente, soffermarsi a parlare di playoff con una squadra in caduta libera, che non ha nelle corde la capacità di rimettere in piedi una partita dopo il gol subito. Un dato su tutti è emblematico, un solo gol realizzato contro la Paganese nelle ultime quattro partite perse.

La scelta del tecnico di schierare una formazione priva di un attaccanti di ruolo, con il chiaro intento di non dare punti di riferimento alla retroguardia rossonera, si è rivelata una vero e proprio macigno per i rossazzurri al cospetto della prima della classe.

L’aver mantenuto questo assetto fino al 70′ è ancora più grave e incomprensibile ai più, comprensibile è invece un dato: dalla sconfitta di Agrigento, fatta eccezzione per la trasferta vittoriosa di Messina, la squadra è implosa.

Emblematico il dato della media punti, si è passati dai circa 1,6 punti a partita a un misero 0,6.

I fischi e i cori coloriti piovuti dagli spalti al termine della gara all’indirizzo dei calciatori del Catania testimoniano la crisi inarrestabile della squadra a cui bisognerà porre un freno per non rischiare di doversi cominciare a guardare le spalle in classifica.
Nelle prossime ore verrà con ogni probabilità valutata la posizione del tecnico Pulvirenti e non è da escludere la possibilità di un ritorno in panchina di Pino Rigoli probabilmente troppo frettolosamente messo da parte alla luce di quanto visto in campo nei mesi successivi al suo allontanemento.

 

 

 

 

 

 

 

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