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Catania, è piena crisi. A rischio 6000 lavoratori e si cerca il premier Conte

Più di 10 giorni fa l'incontro tra prefetto, sindaco e Clara Leonardi. Situazione drammatica perché la regione non aiuta

La città di Catania sta attraversando un periodo fortemente negativo in termini socio-occupazionali a causa della forte crisi dei Settori della grande distribuzione e dell’edilizia, aggravate pesantemente dal dissesto economico finanziario, decretato dall’Amministrazione comunale il 13 dicembre 2018, con ripercussioni notevoli, oltre che sul personale del Comune di Catania, su cooperative dei servizi di cura e asili nido, partecipate e trasporto pubblico locale.

A risanare la situazione, o per lo meno a tamponarla, in questi mesi ci si è provato, almeno per la retribuzione di circa 6000 tra dipendenti pubblici e privati coinvolti dalla crisi finanziaria del Comune di Catania.

A rischio 6000 lavoratori

Ad essere preoccupati, comprensibilmente, più degli altri sono i sindacati che scrivono: “Più i giorni passano e più ci avviciniamo al baratro del “dissesto del dissesto” del Comune (entro il 23 luglio il Comune dovrà restituire circa 60 milioni di interessi passivi dei mutui) , frutto dello scontro politico in atto che lo tiene in ostaggio assieme agli oltre 6000 lavoratori, e che metterà definitivamente in ginocchio una delle città metropolitane più importanti del Sud d’Italia”. Per questo motivo è stata indetta una manifestazione giorno 23 maggio in piazza Università.

Gli scenari possibili dicono che se non ci saranno soldi, quindi con il blocco dei mutui, a luglio resteranno fuori gli stipendi comunali e i compensi per tutte le cooperative e tutte le partecipate. Entro l 8 maggio il comune doveva presentare il piano di riequilibrio attraverso le carte si calcola che le spese mensili correnti del comune sono superiori rispetto agli ingressi

Dissesto Catania, il boomerang TARI

Un altro fattore che complica il quadro è la TARI. Le organizzazioni sindacali denunciano che come l’aumento della TARI abbia prodotto un incasso del 15% inferiore. I soldi che stanno entrando dalla tari sono meno degli altri anni. La tari è stata quindi un boomerang per questa amministrazione.

La strada verso Roma con il premier Conte

Il prefetto Sammartino ha sentito privatamente i 4 segretari delle sigle sindacali. Questi ultimi che hanno incontrato il sottosegretario Stefano Candiani che avrebbe scaricato le colpe sulla componente grillina del governo. Si apre quindi la strada per contattare direttamente il presidente Conte per avere delle garanzie per risolvere la situazione. Lo stesso Candiani però ha fatto capire che il dossier verrà riaperto subito dopo le europee, quando a Roma ci sarà la resa dei conti.

Una città presto in ginocchio

Delusione è il sentimento che serpeggia in prefettura per questa situazione. Sono forti anche le preoccupazione per l’ordine pubblico. Se la protesta dovesse coinvolgere in larga parte i dipendenti della Multiservizi e della Dusty, i disagi saranno grandi per tutta la città, la metteranno in ginocchio.

V.B.

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Redazione

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