fbpx
PoliticaPrimo Piano

Catania alla manifestazione Eurostop di Roma

Si preparara ad aderire allo sciopero generale dell'11 novembre

Catania si prepara ad aderire allo sciopero generale del 10 novembre indetto da USB, Cobas e Unicobas, e alla manifestazione di Roma dell’11 novembre, indetta da Eurostop contro le politiche antisociali e repressive dell’UE e dello stesso governo italiano.

“Occorre rompere con i tre grandi ostacoli che permettano alla classe frantumata del lavoro, del non lavoro e del lavoro negato, di riprendersi: no all’UE, no all’euro e alla NATO. Cioè occorre rompere con le condizioni oggettive di subordinazione della classi lavoratrici. Per questo è necessario contrapporsi a questo governo, il più europeista che l’Italia possa avere: la svolta secuirtaria che l’UE ha imposto all’Italia ha l’obiettivo di prepararla di fronte alla crisi sociale che si inasprirà” ha dichiarato Antonio Allegra di Rete dei comunisti.

Luca Cangemi (PCI) ha messo al centro del suo intervento la necessità, da parte delle classi lavoratrici, di recuperare il proprio ruolo politico : ” Quando c’era il grande sindacato e il grande partito, le classi lavoratrici avevano un ruolo politico, in tutti gli aspetti delle lotte sociali. Ed è questo ruolo che necessita recuperare alle classi lavoratrici, di fronte al conflitto sociale che si fa sempre più aspro”.

Ma al centro di Eurostop ci sarà anche un momento per manifestare contro la Buona Scuola. “L’Alternanza Scuola Lavoro deve essere necessariamente eliminata, come tutto l’impianto della legge 107 del governo Renzi. Gli studenti non possono e non devono essere impiegati e sfruttati, così come sta accadendo adesso. Su questo argomento l’USB Scuola ha condotto e sta conducendo una dura lotta” ha dichiarato Franco Nobile di USB.

Presenti anche lo studente universitario Christian Marino (Comunità Resistente Piazzetta) e la professoressa Claudia Urzì ( Coordinamento nazionale USB Scuola).

 

Marino, che fa parte anche del MUA – Movimento Universitario Autorganizzato, ha messo a nudo l’attuale situazione che opprime l’università italiana, e l’ateneo catanese in modo particolare ed ha annunciato l’impegno della “Piazzetta” (a cui fanno riferimento il MUA, i LPS-Liberi Pensieri Studenteschi, singoli collettivi studenteschi medi, precari, disoccupati, artisti di strada) per lo sciopero generale di venerdì 10 novembre: “La domanda è: perché i medi fanno l’alternanza scuola-lavoro? Perché all’università i tirocini e gli stage non sono retribuiti? Perché hanno levato l’articolo 18? Perché aumentano i contratti a prestazione, occasionali, voucher, il lavoro nero? Chi ha creato questa impostazione? Insomma, domande che spesso ci poniamo e alla quale vorremmo rispondere attraverso interventi di studenti medi e universitari, docenti, sindacalisti di base, attivisti politici”.

Per discutere questi argomenti , martedì 7 novembre, alle ore 16, nell’ex Monastero dei Benedettini, il MUA, ha indetto una pubblica assemblea, “Verso lo sciopero del 10 novembre”.

La professoressa Urzì ha, fra l’altro, sottolineato l’importanza della costruzione della Federazione del Sociale – USB, “per far fronte alla frammentazione del mondo del lavoro e per dare voce e peso politico all’area sempre più estesa della precarietà. Non è più possibile concepire l’organizzazione sindacale per i soli comparti lavorativi. Non c’è solo la lotta per il lavoro. C’è la lotta per i diritti sociali, per i servizi. C’è la lotta delle studentesse e degli studenti. C’è la questione dei senza tetto e delle case occupate. Ci sono gli sfratti. A Catania, ci sono oltre 4 mila sfratti in corso. Ci sono le sorelle e i fratelli migranti…”.

 

 

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano
Back to top button