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Al processo ad Angelo Lombardo arrivano come testi Giovanni Pistorio ed Alessandro Porto

Aggiornamento: L’udienza è stata rinviata al 20 novembre, alle 15,30, presso l’ “aula Famà”, per il mancato funzionamento dell’impianto di registrazione. Era presente Giovanni Pistorio che è andato via senza rilasciare dichiarazioni.

L’avv. Carmelo Galati per Alessandro Porto, teste indicato dal Pm, ha presentato ai giudici una memoria, rimarcando che esiste giurisprudenza (ma esiste anche orientamento contrario)che indica l’esigenza delle “garanzie di legge”, ergo la presenza dell’avvocato, per chi ha avuto un’archiviazione sui fatti oggetto della testimonianza.

Due nomi eccellenti oggi in Tribunale

Due politici di rango, l’assessore regionale agli enti locali Giovanni Pistorio e il capogruppo di “con Bianco per Catania” a Palazzo degli Elefanti Alessandro Porto, in lista come testimoni stamane: il processo è quello, scaturito dall’inchiesta su mafia-politica-imprenditoria “Iblis”, all’ex parlamentare Mpa Angelo Lombardo, fratello di Raffaele, imputato, davanti ai giudici della prima sezione del Tribunale (presidente Grazia Caserta),di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. Stamane, l’udienza è prevista alle 9, nell’ “aula Famà” di Palazzo di Giustizia, a Catania, dove si terrà una nuova udienza del processo che è ancora nelle fasi iniziali.

I due, un tempo legati alla stessa appartenenza politica, sono stati indicati dalla Pubblica Accusa. Lombardo è difeso dagli avvocati Pietro Granata e Calogero Licata.

 

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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