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Catania al centro di ‘Domani’ di Paolo Sidoti: ancora un autore che sceglie l’autoproduzione

Perché l'editoria che conta, indipendente o major, continua a non leggere i dattiloscritti di talenti?

L’autore di questo bellissimo romanzo dal titolo Domani è Paolo Sidoti che oltre a raccontare un incalzante thriller, muove i personaggi in diverse parti del mondo, centrando però la vicenda nella sua Catania, dove risalta con dovizia di particolari l’amore per il capoluogo etneo. Ancora una volta l’editoria che conta non considera talenti, che a loro volta colti da disperazione scelgono l’autoproduzione.

Forse per ribellione, forse per denunciare il fatto che ci si trova non nella cultura ma nel marketing che ha a che fare con il libro solo per interessi e certamente non facendo allusioni e questo è un nostro personalissimo parere, potrebbe però evincersi dalla dedica che lo stesso scrivere a conclusione del romanzo:

Dedicato a tutte le anime scomparse in silenzio da questo mondo, senza che nessuno abbia mai ascoltato la loro voce

Ma sempre l’autore che contattiamo chiarisce che nessuna delle supposizioni sopra scritte gli appartiene, bensì ha voluto scommettersi e in riferimento alla nota di chiusura riportata nella citazione risponde che: «la frase è mia, il senso naturalmente fa parte di chissà quale senso collettivo. Ma il mood del romanzo è quello delle nostre vite fagocitate dal tempo. Ci sono vite cancellate a questo mondo senza che nessuno abbia mai ascoltato la loro voce, il loro pensiero, i loro sogni e speranze. Mi riferisco a quell’umanita che muore nei campi profughi del medio oriente o nei barconi della disperazione. Quale parallelismo con lo sterminio dei Catari nel medioevo, con gli ultimi della società, le prostitute, i lavavetri. Domani è in luogo segreto di ogni anima dove custodire la vita, quella vera».

Paolo Sidoti sceglie la sua Catania

Descrivendola, Catania, come appare in diverse aree e come la vede in un suo personale trasporto futuro, in una delle note, l’autore dice molto della propria sensibilità, aprendo un filo diretto con il lettore: “Scrivere toccando l’anima dei luoghi delle storie e dei personaggi è come abbracciare il cuore del mondo”.

La trama

Un manifesto di una delle presentazioni di 'Domani'
Un manifesto di una delle presentazioni di ‘Domani’

Un uomo si ritrova a vivere facendo il lavavetri ai semafori della città. Non ricorda chi è. Non sa come sia arrivato a vivere in una baracca. Saprà soltanto che una ragazza di nome Tina, trovandolo ferito vicino alle foci del fiume Simeto lo aiuta.

Tina, che è prostituta si fa aiutare dagli stessi zingari per dare aiuto allo sconosciuto, trasportandolo nella sua baracca e curandolo dalla ferita da arma di fuoco. L’uomo guarisce ma è la memoria a mancare. Il capo dell’accampamento, Ivan, lo inserisce tra i propri personaggi che vengono piazzati un pò in giro a lavare vetri o elemosinare. Il tempo passa e dopo circa un anno e mezzo, che al contempo riceveva le cura di Tina, inizia a recuperare la memoria, ricordandosi si essere un grosso esponente al sodo di un’ organizzazione che manovra capitali di non chiara provenienza. L’uomo altresì, ricorda di essere stato uno spietato killer, che pur di raggiungere certi obiettivi non si faceva scrupoli a sbarazzarsi di chiunque gli creasse ostacoli. Prima del suo ferimento, cercava di recuperare una teca appartenente a una congregazione segreta, raffigurante un pezzo della storia agatina, patrona della città Etnea.

Monfort Vs Cristal

Un personaggio importante nel romanzo è il Conte Monfort. Residente nel sud della Francia, oltre ad essere un collezionista di spade antiche appartenenti ai suoi antenati, che usavano nelle crociate, era interessato anche alla recupero della teca.

Spaziava pure ad avere la formula fisica di uno scienziato etneo che volontariamente pianificò la sua scomparsa, ancora oggi avvolta nel mistero. La formula trattava come riusciva a costruire energia pulita a costo zero, il suono nome era Ettore Majorana.

Da qui l’uomo, soprannominato Cristal, era coinvolto in questo intrigo internazionale riprende possesso della sua identità e aiutato da Tina , della quale si era innamorato, ripercorre tutta la vicenda e inizia un lungo viaggio alla ricerca dei contatti per sapere chi lo avesse ferito. Qui si introduce nelle segrete organizzazioni massoniche che lo portano ad agire in maniera violenta, per raggiungere gli obiettivi su cui lavorava. Ed è qui che dovrà confrontarsi con lo spietato Monfort, che farà sequestrare Tina, al fine di ricattarlo per farlo lavorare per lui, cosi da avere informazioni segrete dell’organizzazione che era in possesso della teca agatina.

L’incontro con la suora Bianca

Paolo Sidoti vincitore a Etnabook 2020
Paolo Sidoti vincitore a Etnabook 2020

Impegnata nel volontariato per aiuti umanitari per i rifugiati nei campi de Libano. La suora è la sorella di uno dei componenti della congregazione e lo porterà a conoscere il vero volto della sua anima. La ritrovata debolezza  di umanità lo porterà alla scoperta dell’ontologia. Viene fuori che anche chi credeva una parentesi pulita della sua vita cioè Tina, si rivela la vera chiave di tutte le sue disavventure.

Un impressionante groviglio di situazioni che lo riportano a ciò che era. Spietatissimo il Cristal e il romanzo, troverà la sua conclusione con un colpo di scena inimmaginabile.

Qui ci fermiamo perché la bellezza di questo romanzo non deve essere racconto, ma letto. Tanti sono i personaggi tutti di rilievo che i colpi di scena coinvolgono situazioni impensabili.

Ottimo Paolo Sidoti, che nel panorama thriller associato allo storico è un autentico fuoriclasse.

Dov’è l’editoria che scova talenti?

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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