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Catanesi rapinano banca a Messina: rubati 45mila euro

Hanno rapinato nel novembre 2018 una filiale messinese della  Banca Popolare di Ragusa: ora i malviventi sono in carcere. 

All’alba di oggi, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura della Repubblica, i Carabinieri della Compagnia di Messina Sud, in collaborazione con i militari delle Compagnie di Gravina di Catania, Catania Fontanarossa e Paternò, hanno arrestato i pregiudicati G.V. e G.F. rispettivamente di 37 e 46 anni ed l’ incensurato D.M.S. di 26 anni.

La rapina

Le indagini, svolte dai militari della stazione Carabinieri di Scaletta Zanclea e del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Sud, hanno preso vita a seguito della rapina commessa da due individui. I ladri, inoltre, erano armati di taglierino. Il primo si era introdotto a volto scoperto all’interno della “Banca Popolare di Ragusa” di Itala. Lo stesso, sotto la minaccia della lama, aveva costretto un dipendente a sbloccare la porta a bussola della filiale. Qui i ladri hanno rubato oltre 45.000 euro, per poi darsi alla fuga a bordo di un’auto condotta da un terzo complice.

Dalla visione dei sistemi di videosorveglianza della banca nonché di quelli installati lungo le strade del comune di Itala e dei comuni limitrofi, i militari sono riusciti a ricostruire le fasi della rapina, accertando gli spostamenti del veicolo utilizzato dai malfattori sia prima che dopo il reato. I militari hanno scoperto la provenienza di un’autovettura, intestata ad una società di autonoleggio avente sede nel catanese. I criminali avevano usato il mezzo per la rapina, facendola noleggiare ad una donna per disperdere i sospetti.

Gli indizi sui rapinatori

Sulla scorta dei primi elementi raccolti nell’immediatezza, le indagini sono state indirizzate su pregiudicati della provincia di Catania. Grazie alla diramazione delle immagini della rapina ai comandi territoriali dell’Arma, gli agenti hanno individuato i possibili sospetti. In particolare gravi indizi sono stati raccolti su G.V.. L’uomo aveva noleggiato un’auto il giorno precedente al reato e dopo poche ore, a fine rapina, lo stesso l’aveva riconsegnata in zona. Ricostruendo la rete dei contatti di G.V.  i militari hanno individuato altri due complici. La Compagnia di Messina Sud ha proseguito le indagini approfondendo gli accertamenti sui tre sospetti.

All’esito delle comparazioni svolte dal Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Messina con le immagini delle videocamere sono emersi forti elementi dai quali emerge che il rapinatore a volto scoperto possa identificarsi in D.M.S.. Quello travisato invece sarebbe G.F.  Ai tre “pendolari” di origine etnea, arrestati per rapina aggravata e rinchiusi nel carcere di Catania piazza Lanza, viene contestato il porto di armi bianche al fine di commettere la rapina.

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Redazione

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