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Catanesi all’estero: “in Germania non dichiarano il coronavirus”

In Germania non dichiarano il coronavirus e l'economia italiana muore

«In Germania, il tasso di persone influenzate è altissimo in questi giorni» a dichiararlo al telefono è Katja che, nei mesi invernali, vive al confine tra la Svizzera e la Germania, in estate fa ritorno a Catania. «È vergognoso quello che sta accadendo in Italia – continua Katja – sono in costante contatto con i miei cari che gestiscono un locale a Catania. Le cose vanno malissimo. Qui abbiamo la percezione di essere attorniati dal coronavirus ma nessuno ne parla. Soprattutto, i media non scatenano il panico».

Alessio e Valeria raccontano la loro esperienza in aereo da Roma a Copenaghen «Siamo partiti io, mio marito e mia figlia. Sull’aereo erano quasi tutti danesi. Noi tre indossavamo le maschere. Eravamo gli unici!» dichiarano svelando una evidente divergenza di vedute.

Ma se è il Governatore della Lombardia a comparire con una mascherina e a dichiarare di essere in auto-isolamento, come fà l’italiano medio a non farsi prendere dal panico? I media fin dai primissimi giorni di questa emergenza che ha messo in ginocchio l’Italia – sicuramente economicamente – ci hanno sguazzato.

Ora, qualcuno sta calmando i toni ma è stata una tentazione troppo irresistibile quella di fare odience con i titoli che annunciavano la fine del mondo. In barba all’etica e alla deontologia.

Katja ci racconta la sua esperienza in Svizzera, Carmelo – catanese che vive a Lugano da 15 anni – fà lo stesso.

«Sappiamo bene che qui c’è il coronavirus ma siamo consapevoli che si tratta di una sorta influenza» dicono. «Chi ha la peggio sono coloro che sono già ammalati» che sia giusto o no il pensiero di questi catanesi che vivono fuori dalla loro patria non si può dire. Certo è che in Svizzera – come in Germania o in Francia – visto che che non si è registrato il numero di contagi italiani le “cose” vanno meglio. Le imprese non hanno chiuso, gli uffici sono rimasti aperti, i locali pubblici non si sono svuotati, i cinema funzionano. Il turismo continua a reggere anche se l’Europa è diventata il neo del mondo intero.

L’emergenza sanitaria si è trasformata in una grande emergenza economia

Otto giorni fa, quando le vittime stavano a zero, nel Perù – ad esempio – si parlava già di una decina di morti. Così, le grandi manifestazioni fieristiche hanno chiuso battenti, i grandi eventi sono stati posticipati. Il turismo ha subito danni devastanti.

A Catania il grande mercato di piazza Carlo Alberto stamattina era deserto. Lo stesso dicasi per la tradizionale pescheria alle spalle di piazza Duomo. Ma la città etnea – fino ad oggi – si può ritenere fortunata. Nessuna chiusura è stata imposta dai vertici politici. La Lombardia, che è la regione trainente dell’economia italiana è stata messa in ginocchio, i danni provocati al nord si ripercuoteranno anche al sud (operativo ancora parzialmente).

L’emergenza sanitaria si è trasformata in una grande emergenza economica. L’Italia, come sempre, la prende per i fondelli con la Germania e la Francia che, senza dichiarare i casi di Coronavirus in Europa, ci fanno marameo… come sempre.

E in Russia che confina con la Cina? Stanno tutti bene!

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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