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Castello di Calatabiano chiuso e licenziati 3 dipendenti

Dal 3 ottobre scorso il Castello di Calatabiano, di proprietà della diocesi di Acireale, è chiuso.

Il provvedimento sarebbe stato preso dall’amministrazione comunale di Calatabiano a seguito di un sopralluogo effettuato dai vigili del fuoco su richiesta della partecipata della diocesi di Acireale la Cultinvest S.r.l. ovvero la società che gestisce il castello.

verbale vigili del fuocoNel verbale dei vigili del fuoco si legge di uno smottamento del costone dove è ubicato l’ascensore panoramico che accede al costone, uno “smottamento di piccola entità” non visibile ad occhio nudo.

“Necessita con urgenza una verifica accurata del costone per eventuali lavori di messa in sicurezza – si legge nella nota dei vigili del fuoco – nel caso di problematiche riscontrate “.

Nelle more di effettive problematiche viene quindi interdetto al pubblico il sito archeologico-monumentale. Questa la prima conseguenza del sopralluogo.

Nel sito istituzionale del castello si legge in prima pagina la comunicazione che  “a causa delle avverse condizioni climatiche degli ultimi giorni, il Castello di Calatabiano è temporaneamente chiuso per lavori.”

Lavori, allo stato, non sarebbero in atto e la chiusura non sembrerebbe temporanea tant’è che la Cultinvest ha già provveduto a licenziare tre dipendenti di Calatabiano, compreso il direttore del Castello Giuseppe Buda.

Su facebook si accende il dibbattito, nasce anche la pagina Salviamo il castello di Calatabiano, dove si riversano accese critiche nei confronti della gestione, in primis quindi nei confronti del Vescovo di Acireale Monsignor Nino Raspanti.

Il castello risorge nel 2009 a seguito di un progetto di recupero durato 2 anni e promosso dal predecessore di Raspanti Monsignor Pio Vigo. Dopo tre secoli di abbandono, successivi il sisma del 1693 che distrusse il Val di Noto, il vasto complesso versava in condizioni di estremo degrado. I lavori di recupero fruttano però un risultato eccezionale con la creazione, tra l’altro, di uno splendido ascensore panoramico inclinato, con accesso dalla gola che dà sulla vallata del fiume e che all’arrivo attraverso un sistema di passerelle lignee panoramiche conduce all’ingresso del maniero dove sono stati esposti i numerosi reperti archeologici di origine greca e bizantina.

In moltissimi già piangono per la perdita di questo bene inestimabile e il licenziamento dei tre dipendenti fa pensare il peggio. Non parlano di questo congedo nè il sindaco di Caltabiano Giuseppe Intelisano nè la responsabile della Cultinvest Giusy Bosco (compaesana di Alcamo di Monsignor Nino Raspanti). Le pagine sui social invece sono piene di testimonianze di persone amareggiate che fanno riferimento anche a questi taciti licenziamenti mentre la Bosco, quasi a volersi giustificare per la chiusura, firma un post sulla pagina ufficiale del castello dove ribadisce che “la chiusura temporanea è stata imposta dai Vigili del Fuoco” e poi aggiunge “Siamo fiduciosi che si risolverà presto!”.

Non saranno tanto fiduciosi i tre ex dipendenti Cultinvest.

 

 

 

 

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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