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Pippo Castelli, l’uomo che rottamò Paolino Mangano

Nuovi scenari: Abramo si ritira per sostenere Notarbartolo?

Dopo l’intervista a Paolino Mangano, coordinatore dimissionario di MdP, e l’intervento di Basilio Orfila, parla Pippo Castelli, membro del coordinamento provvisorio di MdP e “monumento” della sinistra catanese, che ci racconta la sua versione dei fatti. Dove non sono riusciti personaggi politici di rilievo nel panorama regionale come Luca Sammartino e Claudio Fava, è riuscito lui, Pippo Castelli, l’uomo che rottamò Paolino Mangano con un ordine del giorno, il famigerato “ordine del giorno Castelli”, che con 11 voti a favore ha portato Mangano alle dimissioni.

L’esponente di sinistra Pippo Castelli mette subito le cose in chiaro. 

“Faccio parte del coordinamento provvisorio che attualmente si è dimesso, formato da 5 persone tra le quali anche Paolino Mangano.”

Ma quando si è formato questo coordinamento provvisorio?

“Il coordinamento è provvisorio da quando c’è stata la scissione con il PD, perciò da un anno e due mesi.”

Quindi tanto provvisorio non è!

“Appunto! Questo è uno dei problemi. In tutta Italia, quando è nato Articolo1, si erano formati tanti nuclei provvisori che avevano indetto le assemblee provinciali per poi organizzarci in modo più ampio. Qua, purtroppo, il coordinamento è rimasto provvisorio ma, in modo unitario, ha portato avanti le sue attività sul territorio.”

Perciò parliamo di un coordinamento “stabilmente” provvisorio. Quali sono stati i motivi di questo ritardo nel rendere il coordinamento da provvisorio a effettivo?

“Abbiamo partecipato alle elezioni regionali con la lista I Cento Passi e alle elezioni nazionali con LeU. E, con l’assemblea del 26 marzo, il coordinamento provvisorio veniva invitato a sondare e valutare gli alleati più naturali per partecipare alle amministrative.”

Ed è qui che iniziano le tensioni interne.

“Sì, Paolino Mangano parla di agguati, di modi di operare poco trasparenti e poco chiari. Ma noi il 26 marzo avevamo dato mandato a Paolino Mangano di sondare a ogni riunione quelle che sarebbero state le nostre indicazioni e quelle dei nostri alleati più naturali, cioè Sinistra Italiana, Possibile e I Cento Passi.”

Ma Paolino Mangano sostiene che I Cento Passi non esiste più!

“Ma non è vero che non esiste più. Proprio una settimana fa Claudio Fava ha organizzato un’assemblea aperta a tutti al SAL di Catania dove hanno partecipato oltre 200 persone provenienti da tutta la Sicilia, nel corso della quale è stato costituito un comitato promotore per la costituzione dell’associazione aperta a tutti, superando la condizione di intergruppo con un salto di qualità per raccogliere le migliori risorse di sinistra. Il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Mimmo Cosentino, e il candidato alle regionali Alessio Grancagnolo non hanno aderito, a differenza di altri nomi appartenenti ad altre realtà come Possibile, Sinistra Italiana, Articolo1, che hanno invece abbracciato il progetto, ognuno per scelta soggettiva e individuale.”

Ma perché Paolino Mangano non riconosce I Cento Passi?

“Perché pensa che sia un’esperienza superata anzitutto per la posizione leaderistica di Claudio Fava che non riconosce, e poi perché Rifondazione Comunista ha lasciato questa associazione.”

E allora Paolino Mangano perché non passa in Rifondazione Comunista?

(Castelli ride) “Io questo non lo so e non lo posso dire. Ma secondo me non ha capito bene l’evolversi della situazione, ovvero che l’associazione I Cento Passi è una proposta politica oggettivamente più ampia rispetto alle debolezze di Articolo1, Possibile e Sinistra Italiana. Quindi dovrebbe essere fisiologico e di equilibrio politico l’aggregazione in una forza trainante.”

Però Mangano sostiene che il problema fosse il candidato scelto su indirizzo dell’ordine del giorno dell’11 aprile.

“Procediamo con ordine. L’ordine del giorno è stato votato con 11 favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti. Nel documento veniva approvato che l’assemblea si prefiggeva di contribuire alla costituzione per le prossime elezioni amministrative a Catania, e ove possibile negli altri comuni interessati della provincia, di una lista progressista democratica, civica e di sinistra, aperta alle forze più avanzate della cultura e della società civile e dell’associazionismo.

Si chiedeva un immediato incontro con Sinistra Italiana e Possibile, progetti con i quali siamo stati e siamo impegnati con Leu, e l’associazione I Cento Passi per la Sicilia nella quale siamo stati tra i protagonisti in occasione delle ultime elezioni regionali con soddisfacenti risultati: 6,1% al candidato presidente Fava, 5,3% a livello regionale e 6% nel comune di Catania, perciò oltre la soglia di sbarramento.

Nell’ordine del giorno, si dava pertanto mandato al coordinamento provinciale provvisorio di farsi promotore di una immediata riunione con le forze politiche impegnate nel progetto di Leu e a tutte le forze politiche interessate e verificare il sostegno a un candidato sindaco che potesse rappresentare una novità per una rottura dei vecchi equilibri e dei potentati che hanno portato alla deriva negli ultimi decenni la città di Catania. Perciò non era stato fatto il nome di Abramo, era un’ipotesi, e anzi è stato proposto dall’assemblea il nome di Niccolò Notarbartolo.”

La candidatura di Notarbartolo è ufficiale?

“Ancora no. Tra un paio di giorni sapremo tutti come si evolverà la questione. Ma possibilmente Abramo rinuncerà alla sua candidatura a sindaco per sostenere con la sua lista quella di Niccolò Notarbartolo.”

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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