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La Cassazione rimanda sul banco degli imputati Mario Ciancio

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Alle ore 22.00 dopo una lunga attesa che lascia con il fiato in sospeso tutti i catanesi viene resa nota la decisione della quinta sezione della Corte di Cassazione che ha annullato la sentenza di non luogo a procedere emessa dal gup di Catania Gaetana Bernabò Distefano nei confronti del noto editore ed imprenditore catanese Mario Ciancio Sanfilippo accusato di concorso esterno all’associazione mafiosa

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La procura generale della Corte di Cassazione chiede l’annullamento della sentenza di non luogo a procedere e il rinvio al medesimo Tribunale. Questa sera sarà resa nota la decisione dei giudici.

Senza mezzi termini si è espresso il procuratore generale “raramente si è presentata una sentenza così infondata e illogica in una vicenda tanto complicata”

Secondo l’avvocato Bongiorno è inammissibile il ricorso dei Montana in quanto non ritenute persone offese ma danneggiate.

I giudici della quinta sezione della Cassazione oggi discutono il ricorso presentato avverso il non luogo a procedere deciso dal giudice Gaetana Bernabò Distefano il 21 dicembre 2015 nei confronti dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo per l’accusa di concorso esterno all’associazione mafiosa.

La procura di Catania rappresentata dai pubblici ministeri Antonino Fanara e Agata Santonocito ha presentato ricorso contestando punto per punto la sentenza emessa dalla Bernabò Distefano che ha deciso di prosciolgliere il noto editore catanese perchè sostanzialmente “il fatto non è previsto come reato”.

“La sentenza applica erroneamente la legge penale allorchè ritiene astrattamente non configurabile il concorso esterno nel reato di associazione mafiosa e non individua gli esatti confini delle fattispecie di concorso esterno e di concorso interno nell’associazione mafiosa. Manca la motivazione – scrivono Fanara e Santonocito – della sentenza nella valutazione di alcuni elementi probatori essenziali e la stessa è, per altri versi, illogica”.

Tre le costituzioni di parte civile al processo celebrato a Catania: S.O.S. Impresa in favore della libertà d’impresa rappresentata dall’avvocato Fausto Maria Amato; Dario e Gerlando Montana fratelli del commissario Montana, ucciso dalla mafia, la cui costituzione trova ragione nella mancata pubblicazione del necrologio per il trigesimo dell’omicidio del congiunto. I I fratelli Montana sono difesi dall’avvocato Goffredo D’Antona;  Riccardo Arena, quale presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia in ordine al danno all’immagine provocato da Ciancio al decoro, al prestigio, all’integrità della categoria dei giornalisti della Sicilia. Le ragioni dei giornalisti vengono portate in aula dall’avvocato Dario Pastore.

I soli ad appellarsi in Cassazione, quali persone offese, sono stati i fratelli Montana. L’avvocato D’Antona, che li difende, alla stregua dei pubblici ministeri, ha scritto ricorso basandosi sulla contraddittorietà, mancanza, e manifesta illogicità della motivazione.

L’editore, difeso dagli avvocati Giulia Buongiorno e Carmelo Peluso, si è sempre dichiarato estraneo alle accuse contestate.

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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