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Caso Pascucci. Giarrusso prima l’applaude e poi lo scarica (sui social)

Nuove gatte da pelare per i grillini

Due pesi e due misure. È la solita prassi del M5S che da giorni punta il dito contro il candidato sindaco di Corleone, Maurizio Pascucci. Prossimo all’espulsione? Così è stato annunciato, ma un importante paradosso potrebbe determinare una decisione diversa da parte dei probiviri.

L’applauso di Mario Michele Giarrusso e Piera Aiello a Pascucci

L’impegno di Pascucci: “Aprire un dialogo (coi parenti dei mafiosi, n.d.a.) con massima attenzione e rigidità, dove non ci possano essere ambiguità e furberie”. Con queste parole il candidato sindaco M5S di Corleone, Maurizio Pascucci – reduce dall’incontro avvenuto il giorno prima con il marito della nipote di Bernardo Provenzano – guadagna gli applausi dei presenti al comizio. Tra questi, lo scroscio di mani del sen. Mario Michele Giarrusso e dell’on. Piera Aiello.

Parole che il capo politico grillino, l’ipergiustizialista (sulla pelle degli altri!) Luigi Di Maio, non riesce a mandar giù. Il vicepremier, una volta appreso quanto si stava consumando a Corleone e dopo aver visto la foto che ritraeva Salvatore Provenzano e il candidato pentastellato, ha fatto dapprima saltare l’appuntamento al comizio di chiusura per poi dare luogo a procedere per l’espulsione. Il principale timore del Ministro era la possibilità che i consensi che di lì a breve avrebbe ricevuto Pascucci potessero apparire come derivanti dalla malavita corleonese.

Il pachidermico passo indietro di Mario Michele Giarrusso

Prima lo applaude condividendo evidentemente il messaggio e l’impegno assunto da Pascucci, poi il paladino dell’antimafia, il sen. Mario Michele Giarrusso, fa un passo indietro prendendone le distanze. Ma solo dopo la pubblicazione del video di Di Maio dove si dissociava dal messaggio del candidato.

Una contraddizione quella del senatore, comprovata in rete, che potrebbe fare di lui un altro martire attraverso l’espulsione, perciò con gli stessi metodi grillini nel caso in cui verranno applicati sul suo collaboratore e candidato sindaco Maurizio Pascucci.

C’è un però, e gatte da pelare per i probiviri grillini.

Incentivare lavoro nero è mafia

Quella iena di Filippo Roma porta a segno, con uno dei suoi migliori servizi di sempre, un colpo gobbo al Ministro del Lavoro e alla sua famiglia. La testimonianza di Salvatore Pizzo (detto Sasà), un ex lavoratore dell’azienda del padre di Luigi Di Maio che ha denunciato di essere stato assunto in nero e successivamente regolarizzato a tempo determinato dopo un infortunio e l’intervento della CGIL, macchia la posizione ipergiustizialista del vicepremier.

Ipotizzando che sia vero quanto sostenuto da Sasà e credendo nella buona fede del vicepremier (perché noi siamo sempre garantisti) entrato in società nell’azienda edile del padre solo dopo i fatti oggi denunciati a “Le Iene Show”, il punto sul quale soffermarsi a riflettere è uno soltanto.

Incentivare lavoro nero è mafia. Provoca alla stessa stregua della mafia delinquenziale una strage. È la stessa strage generazionale che ha distrutto l’economia del nostro Paese. E anzi, priva lo Stato dell’unico strumento che potrebbe essere adoperato per combattere efficacemente la criminalità organizzata: il lavoro e il controllo serrato sulle tutele dei lavoratori.

Gli errori o i potenziali errori dei padri non possono ricadere sui figli. Nemmeno sui nipoti. Figuriamoci sui nipoti acquisiti, come nel caso di Salvatore Provenzano al quale Pascucci ha teso la mano. All’imprenditore lo Stato avrebbe autorizzato le licenze per avviare il suo bar perché estraneo alla mafia. In caso contrario non sarebbe stato neppure in diritto di aprire un conto corrente bancario.

Nel M5S, invece, la ratio persevera sulla linea opposta. Punire anche chi con certi affari non ha nulla a che fare. Con l’espulsione di Pascucci, inoltre, dovrebbero seguire a ruota per coerenza anche le espulsioni di Mario Michele Giarrusso, di Piera Aiello e dello stesso Luigi Di Maio.

Onestà. Antimafia. Parole troppo spesso abusate che sulla bocca dei grillini oggi perdono valore e credibilità.

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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