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L’ONG accusata da Zuccaro collabora con la procura per l’arresto di due trafficanti libici

«La presenza della polizia giudiziaria in acque internazionali avrebbe permesso di arrestare gli assassini subito e tutti», lo ha dichiarato il Procuratore Zuccaro dopo l’arresto di due libici, accusati di essere gli scafisti di uno degli ultimi sbarchi di migranti.

Alhadi Abouzid Nouredine (Classe 1996)

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, in data 6 maggio hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto due cittadini libici (Alhadi Abouzid Nouredine e Gafar Hurun) gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; inoltre, Alhadi veniva fermato anche quale indiziato, in concorso con altri soggetti allo stato non identificati, del delitto di omicidio volontario aggravato in danno del migrante Kellie Osman che veniva attinto da un colpo di arma da fuoco.

Il fermo dei due trafficanti, appartenenti ad un’organizzazione criminale libica, sono conseguenti alle indagini svolte dal pool di investigatori della Squadra Mobile di Catania e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, con la collaborazione della Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle di Catania, in occasione dell’arrivo presso il Porto di Catania, la mattina (alle ore 7.30) del decorso 6 maggio, della motonave “Phoenix” della ONG “Moas” con a bordo 394 migranti di varie nazionalità ed un cadavere di sesso maschile, soccorsi nella giornata del decorso 4 maggio nell’ambito di cinque distinti eventi S.A.R., tre dei quali operati dalla predetta unità e due dalla nave “Iuventa” dell’ONG “Jugend Rettet”.

Gafar Hurun (Classe 1992)

Nella tarda serata dello stesso 6 maggio, sulla scorta sia delle immagini filmate da un velivolo di supporto alla motonave “Phoenix“ e fornite da personale di bordo della medesima unità navale, sia delle dichiarazioni rese da diversi migranti, venivano individuati i predetti Alhadi Abouzid Nouredine e Gafar Hurun quali componenti di un gruppo di trafficanti libici i quali, dopo avere fatto imbarcare i migranti su tre distinti natanti (un gommone e due barche in legno) ne avevano accompagnato la traversata a bordo di imbarcazioni in vetroresina e, giunti al limite delle acque territoriali libiche, mentre gli altri trafficanti facevano rientro verso le coste libiche, i predetti Alhadi e Gafar salivano, rispettivamente il primo su un’imbarcazione in legno ed il secondo sul gommone confondendosi tra i migranti, successivamente soccorsi dalla nave “Phoenix”.

Secondo le dichiarazioni rese da diversi testimoni, alcuni trafficanti libici, che navigavano a bordo di un’imbarcazione in vetroresina, sulla quale vi era anche Alhadi, durante la traversata, dopo avere affiancato il gommone, avevano ordinato, in lingua araba, ai migranti di togliere i cappellini che indossavano e di rimanere seduti. Pochi istanti dopo, i migranti avevano udito un colpo d’arma da fuoco esploso da un libico non identificato che aveva attinto mortalmente uno dei migranti. Il cadavere veniva identificato dal fratello per un giovane di 21 anni della Sierra Leone di nome Kellie Osman.

Espletate le formalità di rito, i fermati venivano associati presso la casa circondariale di Catania-Piazza Lanza a disposizione dell’A.G.

Nella giornata di ieri 10 maggio, il G.I.P. del Tribunale di Catania, accogliendo pienamente la richiesta avanzata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania – che aveva contestato ai due indagati i reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nonché favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ed al solo Alhadi Abouzid Nouredine anche il concorso in omicidio – convalidava il fermo ed applicava ad entrambi la misura della custodia in carcere.

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Redazione

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