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Giudiziaria

Caso Montante: “Il nostro uomo osserva tutto”, talpa al palazzo di giustizia nisseno

“Per quanto riguarda la posizione, ha toccato con mano che tutto quello che c’era da fare è stato fatto”. La mattina del 29 aprile 2016, Diego Di Simone, capo della sicurezza di Confindustria, entra nella Direzione Nazionale Antimafia a Roma per acquisire notizie sull’indagine per mafia della Procura di Caltanissetta che coinvolge anche Antonello Montante, ex paladino dell’antimafia oggi in carcere con l’accusa di aver creato una rete di spionaggio e aver razziato fondi pubblici.

La notizia è sulla pagina online del quotidiano Repubblica.it. Appena uscito dalla DNA, Di Simone telefona a Montante ed è qui che viene intercettato dagli inquirenti. Si riferisce a una talpa, che gli ha raccontato come l’inchiesta si stia mettendo bene per Montante, anche se ci vorrà del tempo per l’archiviazione.

Il 22 luglio Di Simone informa Montante su altri aspetti della vicenda. Si riferisce a “l’uomo mio che è giù”: una talpa all’interno del palazzo di giustizia di Caltanissetta. Lo chiama “il suo uomo all’Avana, quello che osserva tutto”.

Gli inquirenti adesso sono a caccia dei fedelissimi del sistema Montante cercando di dare un nome e un volto agli uomini di Giustizia che lo avrebbero sostenuto, in primo luogo, un magistrato della direzione nazionale antimafia.

La scorsa settimana, Antonello Montante è stato trasferito dagli arresti domiciari al carcere per aver tentato di inquinare le prove dell’inchiesta. L’ex presidente di Confindustria Sicilia, secondo i magistrati, si è barricato in casa per quasi due ore, non aprendo ai poliziotti e distruggendo documenti e circa 24 pen drive.

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Redazione

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