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Girlando e l’avviso a Chirieleison: “Tanto vi stanno facendo bancarotta fraudolenta”

Nuovi risvolti durante il processo contro l’ex assessore di Catania Giuseppe Girlando, accusato di tentata concussione aggravata. Il rappresentante della Simei, Gianluca Chirieleison, ha presentato un esposto consegnando una nuova registrazione che potrebbe pesare sul fascicolo dell’ex assessore.

Nella registrazione, Girlando avrebbe avvisato Chirieleison che sarebbe stata avviata una inchiesta contro di lui per bancarotta fraudolenta.

Fino ad ora, nessuna comunicazione è avvenuta in tal senso

La testimonianza

Il fatto sarebbe avvenuto «alla fine dell’udienza scorsa cioè quella del 16 Maggio – ci racconta Chirieleison – Dopo che per due ore circa sono stato sentito dal giudice, raccontando a chiare lettere tutto quello che era in mio sapere in merito a questa bruttissima vicenda.

L’avvocato Girlando, mentre andava via, mi affiancava e battendomi una pacca sulla spalla e col sorrisino, millantando pressioni sulla fallimentare di Catania, mi dice: “Tanto vi stanno facendo la bancarotta fraudolenta”».

È proprio nel momento in cui Chirieleison vede arrivare Girlando che accende il registratore del cellulare. Secondo il Pm, la frase pronunciata avrebbe i profili della minaccia

«Come ho già detto in altre occasioni, ciò che mi preoccupa non è tanto il contenuto di ciò che ha detto, ma se mai fosse vero come fa lui a saperlo? Un’azione del genere verrebbe fatta o dal curatore fallimentare o dal Pm.
Consideriamo, inoltre, che ancora il curatore dopo 2 anni non ha neppure presentato la relazione fallimentare».

Secondo lei l’ha fatto per intimorirla?

«Intimorirmi per cosa? Se mai pensasse che frasi del genere mi possano intimorire si sbaglia di grosso. In ogni caso avevo già risposto a tutte le domande fattomi sia dal Pm che dal Giudice. L’udienza era finita».

E perchè lo avrebbe fatto?

«Non lo so e anche se ne sospettassi i motivi li tengo per me. Confido nella magistratura nel far luce sulla questione. Per quanto mi riguarda, la Simei non doveva fallire».

Il caso Girlando: le minacce di non pagare la Simei

L’inchiesta, coordinata dal pm Fabio Regolo, è partita proprio da una denuncia di Chirieleison, rappresentante della Simei, che aveva in corso una transazione con il Comune per circa 4 milioni di euro e che, secondo l’accusa, avrebbe subito la minaccia di “promettere la propria indebita intercessione nei confronti” del consigliere comunale Manlio Messina per “non fargli ostacolare l’approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera di Giunta su ‘Sostare’”, avanzata la scorsa estate proprio dall’ex assessore.

Insomma, se Manlio Messina avesse continuato a “creare problemi”, Girlando non avrebbe firmato per la transazione di quei fondi che tanto servivano alla Simei.

L’imprenditore andò subito a denunciare il fatto ai carabinieri, registrazioni alla mano. Seguirono una serie di intercettazioni e indagini che avrebbero portato poi all’apertura dell’inchiesta vera e propria.

Ad ottobre, arrivarono le dimissioni di Giuseppe Girlando da assessore comunale al Bilancio. Atto che ha fatto decadere uno dei fondamenti per una misura cautelare e cioè la possibilità di reiterazione del reato, che viene meno non essendoci più l’incarico pubblico e amministrativo.

A Gennaio 2017, la Procura della Repubblica di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex assessore al bilancio Giuseppe Girlando.

Il gip Simona Ragazzi ha anche ammesso la costituzione di parte civile per Gianluca Chirieleison e Maria Grazia Ferranti, entrambi vertici Simei.

L’interrogazione parlamentare

Per il caso Girlando, era stata anche presentata un’interrogazione parlamentare a firma dell’on. Fabio Rampelli, dove si chiedeva all’allora Ministro dell’Interno Alfano, se l’atteggiamento paramafioso dell’ex assessore, a parere dell’interrogante, potesse costituire una causa per lo scioglimento del consiglio comunale.

“Dalle intercettazioni prodotte nel corso delle indagini, – si legge – oltre a emergere i parametri dell’abuso della posizione che ricopriva l’ex assessore Girlando, si evince un comportamento molesto e para-mafioso, dai toni ricattatori e vessatori, sia verso il titolare della Simei spa, che nei confronti del consigliere comunale, i quali, però, si sono mostrati irremovibili e hanno continuato a mantenere la propria linea affinché l’azienda potesse ricevere le somme spettanti, utili anche a scongiurare il fallimento, poi dimostratosi purtroppo inevitabile e avvenuto;
il caso Simei spa non è isolato: nel fascicolo della magistratura sono presenti anche altre intercettazioni dalle quali è possibile ipotizzare un atteggiamento reiterato dell’ex assessore”.

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