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Caso dj Fabo, Gibiino: “Necessaria normativa”

Si accende il dibattito dopo il caso di dj Fabo, il ragazzo che ha scelto di morire. Eutanasia, suicidio assistito, testamento biologico sono parole chiave per definire la necessità di scegliere della propria vita è, soprattutto, della propria morte.

A portare avanti la richiesta di una normativa sul fine vita è il senatore di Forza Italia, Vincenzo Gibiino. “La necessità di avere una normativa su questo caso la chiedono i cittadini. Sono stati tantissimi i messaggi che sono arrivati a me inerenti a questo caso. Tutti vogliono chiarezza e una norma”.

In Parlamento, spiega Gibiino, è presente una proposta di disegno di legge in materia di consenso informato e testamento biologico, ossia le dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari.

“Bisogna partire con il testamento biologico e creare delle strutture ad hoc” dichiara l’onorevole Palumbo. “Decidere della morte altrui non è affatto semplice, ma dobbiamo non farli soffrire”.

Sono diversi, inoltre, i registri all’anagrafe sul testamento biologico. Questi, però, non sono di alcun valore finché non si discuterà la legge a livello nazionale.

“Ci sono 53 casi a Catania che aspettano una decisione e assistenza – dichiara Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore e presidente dell’associazione Sicilia Risvegli Onlus, che si occupa di disabili gravi e terminali, in coma o stato vegetativo –

“Una buona idea – conclude Gibiino – sarebbe quella del referendum, perché siano tutti i cittadini a decidere”

 

nella foto Pietro Crisafulli legge le parole del fratello Salvatore

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