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Caso Diciotti, le indagini vengono affidate alla Procura catanese

A decidere le sorti giudiziarie del premier Matteo Salvini nel caso Diciotti saranno i pm etnei.

Il collegio palermitano  ha dichiarato di non poter proseguire con le accuse rivolte al primo ministro, indagato di sequestro di persona a seguito del suo rifiuto di procedere con lo sbarco dei migranti a bordo della nave Diciotti.

Si riparte da Catania

Secondo il Tribunale dei Ministri di Palermo, infatti, l’ordine di bloccare la nave della Marina Militare da parte di Salvini sarebbe arrivato quando la Diciotti era in acque catanesi. Dunque Patronaggio e gli altri magistrati avrebbero fino ad ora lavorato non nel proprio territorio di competenza.

Così il fascicolo di ben 60 pagine è stato spedito verso la Procura di Catania, a quanto pare sede corretta delle indagini.

La ricostruzione

Dietro la scelta di “passare la palla” alla Procura etnea vi sarebbe un’attenta ricostruzione. Nelle scorse settimane, infatti, il Tribunale dei Ministri avrebbe indagato al fine di capire da dove fosse partito il reato di sequestro di persona.  Le opzioni sembravano solo due: o a Lampedusa, dove erano sbarcati alcuni profughi della Diciotti poiché in pessimo stato di salute, o a Catania dove la nave era stata bloccata per alcuni giorni.

Particolare non indifferente è che il Viminale non ha mai indicato nessun divieto di sbarco, ma semplicemente non ha mai autorizzato l’approdo.

Così, visto che il porto di Lampedusa non rappresentava una sede idonea per far sbarcare tutti i migranti, è stata individuata Catania come inizio del sequestro.

Non è escluso che la Procura di Catania possa modificare le contestazioni fatte al ministro Salvini. Il nuovo collegio ha a disposizione ben 90 giorni per decidere se archiviare il caso o trasmettere gli atti ai pm che chiederanno al Senato l’autorizzazione per procedere.

Dal canto suo Matteo Salvini sbotta: “Incredibile continua l’inchiesta su di me: sarei un sequestratore (rischio 15 anni di carcere) per aver fermato in mare una nave carica di immigrati. Ora l’indagine, partita da Agrigento, passerà da Palermo a Catania…Ma chiudetela qui e lasciatemi lavorare!”.

EG.

Ds

 

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Redazione

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