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Giudiziaria

Barbagallo a processo, al via la prima udienza

Prima udienza del processo all’ex sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo.

Il procedimento si è svolto davanti alla Terza sezione penale del Tribunale, come disposto dal Gip di Catania Giovanni Cariolo. L’accusa è rivolta, oltre che a Barbagallo, ad altre 12 persone per turbata libertà degli incanti e corruzione.

I difensori hanno chiesto l’annullamento del decreto di giudizio immediato e la restituzione del fascicolo alla Procura che dovrà chiedere il rinvio a giudizio a un altro Gip, in quanto dopo la decisione della Cassazione sulle misure cautelari sarebbe venuta meno l’evidenza della prova.

Prossima udienza il 3 ottobre.

Le accuse

Secondo l’accusa, l’ex sindaco di Acireale avrebbe incaricato il luogotenente della polizia locale, Nicolò Urso, di procedere controlli amministrativi nei confronti di due imprenditori, al fine di favorire la campagna elettorale del deputato regionale di Sicilia Futura Nicola D’Agostino. L’uomo non risulta indagato.

Secondo il piano di Barbagallo, i due imprenditori si sarebbero avvicinati al sindaco per evitare la sanzione. L’uomo, in cambio di questo “favore” avrebbe chiesto appoggio elettorale per Nicola D’Agostino. Inoltre, l’indagine della guardia di finanza, ha fatto emergere irregolarità nell’ambito dell’ampliamento del cimitero comunale di Acireale e nel conferire incarichi professionali riguardo il restauro della pista di atletica nel centro sportivo ‘Tupparello’ di Acireale e nel campo di calcio di Malvagna (Messina).

Tra gli imputati spicca il responsabile della Protezione civile del comune di Acireale, Salvatore Di Stefano, un consulente e un dipendente di una ditta che aveva svolto lavori di ampliamento nel cimitero di Acireale. Di Stefano avrebbe  confermato verifiche di sicurezza alla struttura, mai effettuate.

Al processo, anche una consulente locale del Coni, Anna Maria Sapienza, che, con la complicità di un dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Acireale, avrebbe ottenuto l’incarico di occuparsi del progetto di due impianti sportivi, per sé e per un ingegnere. Il compenso si aggirava tra i 5.000 ( per l’ingegnere) e 14.300 euro ( per la consulente), attribuito con una finta gara al massimo ribasso.

Roberto Barbagallo agli arresti domiciliari

EG. EF.

DS

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Redazione

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