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Caro Catania, divertiti in campo

Non so se anche voi avete avuto la mia stessa impressione, ma guardando i ragazzi giocare, durante Taranto – Catania si aveva l’impressione che il campo fosse molto più esteso dei 105 x 68m. regolamentari. I tiri sembravano lanciati nel vuoto senza riferimenti. Ora , se scopo del gioco fosse stato quello di dimostrare preparazione atletica il risultato sarebbe stato più che lusinghiero, perché di energie per correre da un lato all’altro del campo ne hanno consumate tante, ma se è quello di costruire azioni finalizzate al gol, le braccia mi cadono a terra.

Qualcuno di voi potrebbe obiettarmi che siamo in lega pro, e, in qualche misura avreste anche ragione, ma io so che in campo ci sono dei professionisti, che hanno scelto di fare i calciatori, si sono allenati per diventare calciatori, hanno dedicato tante ore della loro vita alla preparazione del controllo testa-piede, e allora perché non riescono a dimostrare il meglio di ciò che sanno fare?

L’enorme confusione in campo è visibile, noi tifosi trascorriamo i minuti di gioco nell’assoluta incertezza di cosa può accadere da un secondo all’altro , non c’è compattezza d’azione, il gioco perde fluidità . Sembra che abbiano bisogno continuamente di richiamare l’attenzione del compagno verso cui vogliono indirizzare l’azione. Questo è sintomo di poco “polso del gioco” le parole rallentano le azioni che dovrebbero, invece, essere automatiche. Se volessi cercare una motivazione direi che ciò che intimorisce i rossazzurri in campo è il timore di non riuscire a ricambiare le enormi aspettative che noi tifosi riversiamo sulle loro spalle.

Potendo dare un consiglio direi loro: “divertitevi giocando , noi ci divertiremo guardandovi “.

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