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Fondazione del Carnevale, Rosita Romeo lascia: “è mancato confronto di idee e dibattito su spese”

Niente dietrologie, per favore“. La premessa d’obbligo è di Rosita Romeo, in viaggio per rientrare a Pesaro. La Romeo non vuole che le sue dimissioni dalla Fondazione del Carnevale siano motivo di polemiche che non hanno, a suo modo di vedere, motivo di esistere.
L’unico appunto che ha da fare è che il suo punto di vista non è stato preso in considerazione. Di più non c’è stata alcuna discussione sulla principale motivazione che ha spinto la Romeo, vera e propria gioiosa macchina da guerra nelle primarie prima, nella campagna elettorale poi di Roberto Barbagallo, a lasciare il proprio posto nella Fondazione del “più bel Carnevale di Sicilia”.
Le motivazioni, appunto. La prima nasce due giorni fa, subito dopo la presentazione di “Manufaktura”, l’iniziativa con cui si sfrutta la cartapesta non solo per i carri di carnevale ma anche per realizzare monili e oggetti d’arredo.
La Romeo, che nella vita fa l’architetto, vorrebbe far diventare questa idea un’iniziativa imprenditoriale: “Ma a quel punto – spiega – sarei stata in palese conflitto d’interessi con la Fondazione del Carnevale, e questa è stata una delle ragioni che mi hanno spinta ad abbandonare”.
L’altra motivazione, è di carattere etico: “La Fondazione del Carnevale propone una spesa per la manifestazione, che poi il Comune dispone – spiega la Romeo – Però in questo periodo storico, investire 600 / 700mila euro sul Carnevale mi è sembrato eccessivo. Avrei ritenuto più utile fare un investimento meno importante e poi caricare il risparmio su una edizione più ricca da celebrare fra due anni, un po’ come si fa nelle biennali, ma senza per questo abbandonare la cadenza annuale del Carnevale stesso. Chiaramente, questa era solo una mia idea, ma non è stata ascoltata perché purtroppo la decisione sulla somma da spendere è stata presa senza confronto di idee e nessun dibattito. Ho scelto pertanto di lasciare proprio perché ritengo che in questo determinato periodo storico, con i bilanci sempre più asfittici, Acireale abbia bisogno di investire soldi su altro”.

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