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Carnevale Acireale rinviato al 21 e 22. Il Vescovo “Quaresima non rispettata”

ESCLUSIVA – Il Vescovo della Diocesi di Acireale, Mons. Antonino Raspanti, commenta il rinvio dei festeggiamenti di Carnevale a sabato e domenica, giorno, quest’ultimo, che coincide con la prima di Quaresima.

“Il Sindaco mi ha telefonato ieri mattina (lunedì, ndr), quindi io non sapevo nulla prima, dicendomi che avrebbe fatto la cosa. Naturalmente io sono rimasto rammaricato, perché non è una cosa che da una parte mi fa piacere: per me la Quaresima è un fatto importante dal punto di vista della fede, ma credo anche come fatto civile abbia la sua rilevanza. Così non è molto rispettata

Il Vescovo alza le spalle e acconsente alla decisione, ma suggerisce di scegliere una stagione migliore, specialmente se, in nome di una tradizione, non se ne rispetta un’altra.

“Comprendo la situazione economica, verso quella sono assolutamente disponibile e comprensivo. Ho consigliato che si cerchi una data per festeggiare il Carnevale al di fuori di questo periodo invernale, dopo la quaresima, dopo Pasqua. Una data in primavera che sia buona, quando si presume che non piova. Perché non è che sabato e domenica riguadagnano quello che hanno perso. Tutti i pullman dalle varie parti della Sicilia o dalla Calabria mica tornano. Quello che si è perso è perso, in buona parte. Ho consigliato di scegliere una data diversa dell’intero festeggiamento: da una parte non impatta con l’inverno e quindi così non impatterebbe nemmeno con la quaresima”.

Quindi la proposta di coniugare il Carnevale alle esigenze del calendario. “Se si agganciasse all’immediato dopopasqua e qui le feste pasquali – continua Raspanti – che in Sicilia sono legate alle festività religiose” ci sarebbe l’opportunità di creare “una stagione turistica, probabilmente potrebbe essere più utile”.

Infine il Vescovo conclude citando ad esempio l’attenzione mostrata dallo Stato alla comunità ebraica per le elezioni politiche del ’94, quando si posticipò il giorno della chiamata alle urne perché coincidente con la Pesach (Pasqua): “Mi dispiace dal mio punto di vista perché non mi vedo rispettato. Ricordo negli anni passati che per minoranze religiose di tutto rispetto come gli Ebrei, delle votazioni furono spostate, perché c’era una festa ebraica. E la religione ebraica in Italia è una minoranza sparuta”.

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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