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Carmelo Scandurra serve un trono di spade al Drago

Carmelo Scandurra sbaraglia il Drago di Aci Castello che proprio non ne voleva sapere di abbandonare, anche se era giunto alla fine.

Questa mattina, festa dei lavoratori, sarà proclamato il nuovo sindaco Carmelo Scandurra.

Grandi e frettolosi titoli giornalistici hanno confuso le carte castellesi. “Ha vinto l’uomo di Sammartino”, è stato scritto. Piuttosto ha vinto Scandurra sostenuto da Sammartino, da Catanoso e da altri. Ce l’ha fatta l’alleanza che si è imposta contro un “imperatore” che non voleva ritirarsi a vita privata e che, attraverso Ezia Carbone, avrebbe assicurato la sua continuità.

I Fratelli d’Italia godono di un salvacondotto per sostenere Scandurra

Una coalizione trasversale che ha raccolto i consensi di castellesi provenienti da tutte le ideologie. C’erano Scuderi e Calì, Fratelli d’Italia che hanno goduto di un congedo momentaneo e che, secondo previsioni, faranno presto ritorno a casa madre. C’erano esuli Pd. E ancora rappresentanti locali della Lega come Santo Grasso che per queste elezioni si sono impegnati a sostegno di Carmelo Scandurra contravvenendo alle indicazioni che arrivavano da Motta Sant’Anastasia. Sebastiano Romeo, storico missino, si batte a favore anche lui del neo sindaco. “Siamo felici che il successo elettorale di Sebastiano Romeo, da sempre storico esponente della destra ad Aci Castello, abbia contribuito all’elezione di Carmelo Scandurra a sindaco del comune rivierasco”, commenterà Basilio Catanoso.

Catanoso e Pogliese si dividono ad Aci Castello

Anche qui si registra una dinamica interessante: per la prima volta Pogliese e Catanoso non “concordano”. Il sindaco catanese si espone in prima persona per l’elezione di Carbone chiudendo lui stesso al comizio dei Quattro Canti ad Aci Castello. Da Acireale, invece, Catanoso strizza l’occhio a Carmelo Scandurra. Il neo primo cittadino però ci tiene a mantenere civica la sua coalizione così gli ultimi due comizi sono tra paesani: prima ad Aci Trezza e poi ad Aci Castello.

Interessante la dinamica che si snoda attorno al caso caldo di Turi Mirabella ex sindaco, ex assessore, ex consigliere. Una patata bollente che cuoce in pentola a colpi di lettere “chiarificatrici”. Mirabella scrive la prima, segue la risposta di Ezia Carbone e infine ritorna alla carica Mirabella che a due giorni dalla chiusura si diletta a sputtanare accordi e retroscena da campagna elettorale con una missiva intitolata “Ezia Carbone: le bugie hanno le gambe corte”

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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