fbpx
IntervisteLifeStylePersonaggi

Carmelo Modica e il potere della solitudine come scoperta di sè stessi

Carmelo Modica, scrittore e poeta palermitano, è un volto noto ai lettori dell’Urlo.

Autore di numerosi racconti per la rubrica “Racconto da Urlo”, i suoi scritti sono tra i più letti e seguiti dal pubblico. Oggi è stato ospite di “Un caffè con…” la rubrica settimanale tenuta da Alfredo Polizzano.

La poesia e il dialetto

Carmelo Modica, non è solo un autore di racconti, ma è principalmente un poeta che si cimenta nella stesura di poesie sia in italiano che in dialetto.

«Ho scritto in dialetto “Chiantu di Chiarìa” ma, tantissimi anni fa pensavo che non sarei mai riuscito a scrivere in dialetto, poiché ha una sua musicalità. Ciò che scrivi in dialetto non lo puoi riscrivere in italiano, o comunque non è possibile adoperare gli stessi termini», esordisce Modica.

«“Come quando non c’è” è la mia seconda silloge. La prima risale a quando avevo 20 anni ed era un percorso sperimentale di scrittura. “Come quando non c’è” nasce da un’esperienza di vita, raccoglie gli umori di circa 10 anni della mia vita anche se i testi sono stati scritti dal 2014 al 2017, e probabilmente perché chiude una fase della mia vita, dalla quale forse ho imparato qualcosa».

«Sto preparando una seconda raccolta di poesie in italiano e una seconda edizione di “Chiantu di Chiarìa”, con testo a fronte in italiano», anticipa l’autore.

La solitudine

Altro elemento caratteristico della poesia di Modica è il concetto di “solitudine”, un percorso che l’autore considera assolutamente necessario sia nel vissuto sia per la professione di scrittore.

«La scrittura in solitudine ha una strana alchimia, scrivendo possiamo diventare ed essere tante cose. La strada della solitudine è, a mio avviso, un percorso da percorrere e sperimentare. Lo scrittore per antonomasia è solo: penso che tendenzialmente lo scrittore è l’emblema della solitudine, una solitudine che è proiettata verso qualcosa, non è semplicemente lo stare solo e basta», spiega il poeta.

«Per un uomo è altrettanto importante perché è l’elemento che poi porta a sperimentare la propria dimensione interiore. Probabilmente serve per capire se stessi, e per essere in grado di relazionarsi con gli altri. Se non c’è solitudine non c’è socialità».

«La solitudine non è estraniarsi da tutto il resto, è entrare in una sorta di panteismo, entrare in rapporto con tutte le cose. Se si è solamente soli non si è niente, la solitudine ha questo senso: di staccarti dalla tua persona e riuscire a proiettarti su altre cose, essere altre cose».

L’autore.

Carmelo Modica nasce a Palermo l’8 gennaio 1972. Si laurea in mediazione linguistica e conosce quattro lingue. Scrive già dall’età di otto anni. Negli ultimi anni si è cimentato nella poesia (italiana e dialettale), che rispondono in maniera diversa all’esigenza dell’autore di esprimersi rispetto alla poesia. Ha pubblicato la raccolta di racconti “Il Pelo Bianco e altre Storie” (reperibile online sul sito ilmiolibro.it), la silloge poetica “Come Quando Non C’è” e quest’ultimo “Chiantu di Chiarìa”.

Un caffè con…Carmelo Modica

Posted by L'Urlo on Saturday, 22 September 2018

 

Posted by L'Urlo on Saturday, 22 September 2018

 

 

 

Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Back to top button