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La prospettiva di Carla

carlaCi sono tanti modi in cui un cronista può raccontare il corteo dei lavoratori Qé che ieri ha sfilato nel centro di Catania, sotto un cielo plumbeo che a momenti sembra cadere giù.

Può dire delle sue storie, dei suoi colori, delle sue voci, dei cori e dell’orchestra di fischietti e tamburi, delle bandiere e delle magliette bianche, delle parole dei sindaci e dei politici accorsi al fianco dei lavoratori, delle presenze e delle assenze, delle speranze.

Tanti punti di prospettiva che raccontano tutti assieme una straordinaria giornata di lotta. Poi c’è la cronaca di Carla, una foto in bianco e nero, potente come la locandina di un film neorealista, scattata sull’autobus mentre cerca di raggiungere il corteo che già si allunga su via Etnea: “Nel mentre corro per raggiungere i miei colleghi” racconta “ecco la gentile concessione del capolinea Sanzio AMT, oggi alcuni lavoratori AMT deviano i propri percorsi poiché sono a conoscenza del nostro corteo, e sono solidali con noi! #IOSONOQE #SIAMOTUTTIQE”.

Quando finalmente arriva al corteo, Carla racconta di come autista e passeggeri solidarizzassero con i lavoratori in corteo: “Quasi tutti conoscevano la nostra storia e la spiegavano agli altri: “Questi ragazzi hanno perso il lavoro, vanno aiutati”.

Carla racconta pure che ad un certo punto si avvicina all’autista per dirgli che lei è una di quelle lavoratrici. Poi gli mostra il cartello “IOSONOQE” e l’autista lo attacca al parabrezza. Ma sono tanti i gesti e le parole di solidarietà che il cronista avrebbe raccolto ieri allungando le orecchie ai lati della strada su cui passava il corteo. Come quelle di un’anziana ferma davanti al palazzo delle Poste: “Mi piange il cuore per questi giovani” dice in dialetto. Attorno a lei altri anziani annuiscono. Anche loro sono Qe’.

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