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Carla Fracci: “Tutto serve, l’importante è lavorare con intelligenza”

Elegante, discreta, e sobria. Così si è presentata ad Aci Trezza Carla Fracci. Riservata anche nel corso dei pochissimi i minuti che ha concesso ai giornalisti. Forse anche stanca e non proprio a suo agio fra tantissime giovani aspiranti ballerine, per le quali la Signora – o la “Maestra”- Fracci è esempio.

L’étoile è intervenuta nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto “Mediterranean International dance”  insieme al maestro Giuseppe Carbone, al Direttore del progetto Enzo Macario, Ivan Liska Direttore Dance Challenge London, Maestro Giuseppe Menegatti ballerino e coreografo di fama internazionale e marito della Fracci, e Piero Mangione anche lui Maestro coordinatore nazionale di Feder Italia
«In Sicilia ci sono tanti talenti, perché non fare qualcosa per loro?» chiede il direttore Macario.
Scopo del progetto è infatti quello di individuare giovani talenti, dai 17 ai 20 anni. Nel resto di Europa, come ha spiegato il maestro Carbone, esistono delle compagnie junior allo scopo di rendere dei professionisti gli allievi e di porsi come collegamento con i direttori delle grandi compagnie di danza internazionale.
Talento e creatività, ma senza dubbio secondo la Fracci «Per i giovani ci vogliono i maestri. C’è sempre da imparare. Tutto serve, l’importante è lavorare con intelligenza. Non solo con gambe e piedi. Ci sono tante componenti nella danza come l’espressività, la sensibilità e la musicalità». Infine auspica che il progetto venga ascoltato e sostenuto dalle istituzioni, le quali spesso sono sorde nei confronti del mondo artistico e del ballo in particolar modo.

A sollevare dei dubbi anche una maestra di danza presente in sala con le sue allieve, Serena: «C’è un effetto talent show ad oggi. I ragazzi cercano la fama. Invece per i grandi ballerini, come lei, non è così. Chi ha ballato nei teatri e ha fatto tanto non interessano foto o quant’altro. In merito al loro progetto, è interessante e innovativo però una junior anche all’estero ha la funzione di ponte. In Italia questo ponte dove li fa atterrare? Forse sempre all’estero». E anche secondo lei, come Macario, appare indispensabile l’aiuto della politica oltre che lo sprono da parte dei genitori a sostenere ed incoraggiare i sogni e le ambizioni dei propri ragazzi.

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