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Cariddi: viaggio tra le molteplici sfaccettature della Sicilia

Cariddi è una delle figure più rappresentative del mito siciliano: da qui prende nome la rivista edita da Rosso Malpelo Edizioni. I creatori, Marco Tomaselli, Giovanni Fazio e Gaetano Schinocca sono gli ospiti della rubrica “Un caffè con…” di Alfredo Polizzano.

Dal mito alla realtà

Un’avventura editoriale che vuole raccontare la realtà in maniera anticonvenzionale servendosi del mito: è questo il filo conduttore della rivista. Ma intanto, chi è Cariddi?

«Cariddi, in origine, era una ninfa. A causa della propria voracità, però, venne trasformata in un orrendo mostro marino. Il concetto che alla base del mito non è altro che un anticipo della legge del contrappasso dantesca: la voracità della ninfa viene espressa con la voracità del mostro che rigettava l’acqua del mare creando dei vortici che inghiottivano le navi. Nell’antichità alcuni fenomeni veniva spiegati con i miti e le leggende come nel caso di Cariddi. A provocare i vortici erano le correnti che si incrociavano ma tutto ciò veniva giustificato con il mito. Allo stesso modo con la rivista non cerchiamo di spiegare il reale ma raccontarlo e ricrearlo in una maniera diversa», spiega Marco Tomaselli.

Il progetto segue le linee guida della casa editrice, definita dagli stessi editori come un “atto politico” per i propri ideali di pensiero libero e ascolto degli ultimi ai limiti della società. Da qui, non a caso, il nome “Rosso Malpelo”.

«Il personaggio di Rosso Malpelo rappresenta ciò che volevamo e vogliamo fare con le nostre pubblicazioni: stare vicini agli ultimi, ai dimenticati della storia. Sostiene una coscienza sociale e civile», afferma Gaetano Schinocca.

Cariddi tra pregiudizio e identità siciliana

Cariddi, mostro che popola uno dei due lati dello stretto di Messina, è il mito siciliano per eccellenza. Dietro un elemento tanto rappresentativo, però, si affianca un pensiero ben più distante. La Sicilia è la regione stereotipo del mare, del sole, dei lavori più umili e delle lotte sociali. Ma Cariddi vuole liberarsi dalle dure catene del cliché senza abbandonare la tradizione.

«La letteratura si rigenera della letteratura stessa, ed è un po’ questo il mood di Cariddi che, come recita il sottotitolo è “fatta interamente da libri letti”. Il progetto perché la Sicilia è spesso vista da angolazioni fin troppo simili a se stesse: è facile associarla ai soliti standard. Ma non è l’unico modo di vedere la Sicilia che ha un suo sostrato per via delle dominazioni che vi hanno lasciato il segno», dichiara Tomaselli.

Cariddi vi attende nel sottosuolo.

 

 

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