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Cara di Mineo: rischio infiltrazione criminalità e prostituzione

La struttura C.A.R.A. di Mineo dedita all’accoglienza dei migranti, che al momento ospita oltre i 3.400 extracomunitari, è a rischio infiltrazioni criminalità  e prostituzione.

Questo quanto emerso dall’audizione di magistrati e forze dell’ordine tenutasi nella prefettura di Catania, davanti ad una delegazione della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti. La delegazione non ha escluso, per il prossimo 20 luglio, l’attivazione di un hotspot all’interno del centro.

Il presidente Federico Gelli, i consiglieri Marialucia Lorefice, Giovanni Burtone ed il vicepresidente Giuseppe Brescia, tutti presenti hanno commentato dicendo che il modello di accoglienza non può essere il Cara di Mineo, ma il modello a cui puntare è l’accoglienza diffusa. Senza tener conto della criticità emerse nella gestione dei servizi, c’è da dire che rispetto allo scorso anno ci sono stati dei miglioramenti, ma non sono sufficienti. A parte la struttura così grande e l’alto numero di migranti che può accogliere che crea di per sé dei problemi, ci sono delle carenze igieniche e sanitarie.

Per la Commissione l’affollamento del Cara, commenta Gelli, crea difficoltà a garantire adeguati accoglienza e sostegno. Ci sono delle falle nel sistema, e i tentativi di scolarizzazione non si diffondono proprio per i grandi numeri del Cara.

L’allarme lanciato dalla delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza di migranti, come riporta la sicilia, a conclusione della tornata di audizioni nella prefettura di Catania, ha spinto i procuratori della Repubblica e Generale di Catania e di Caltagirone a lanciare un «appello forte e di grande preoccupazione sull’ipotesi di apertura in un hotspot nel Cara di Mineo». Per questo, annuncia il presidente Federico Gelli, la commissione chiederà un’audizione urgente del prefetto Morcone.

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Redazione

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