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Cronache

Cara di Mineo, protesta dei dipendenti: “Ieri avevamo un lavoro, oggi no”

“Ieri avevamo un lavoro e oggi non più”. È la “breve storia triste” dei lavoratori del Cara di Mineo, come la definiscono loro. Oltre 150 dipendenti hanno perso il loro posto di lavoro a causa del cambio di gestione del centro di accoglienza.

Il nuovo bando

Il bando per la nuova gestione è stato diviso in quattro lotti diversi, aggiudicato per un totale di 40,9 milioni di euro per tre anni, con una gara al ribasso.

”Questo eccessivo ribasso – spiegano gli ormai ex dipendenti – e il nostro licenziamento potrebbe provocare una diminuzione nella qualità dei servizi”.

La protesta

Non sono servite le riunioni fiume per trovare una soluzione che potesse salvaguardare i lavoratori. Non è servito il sit in di oggi davanti la Prefettura di Catania per chiedere spiegazioni.

Perchè di questo si tratta: avere spiegazioni su quali siano stati i criteri usati per ridurre il personale e per assumerne, in futuro, dell’altro.

Una situazione drammatica che ha visto come unica controfferta un part time da 14 ore a settimana. Una proposta definita “misera” dai sindacati e rispedita immediatamente al mittente.

Ad essere vittima di questa ghigliottina sociale anche i lavoratori delle categorie protette.

“Non hanno tenuto conto di niente e di nessuno –  continuano i lavoratori –  non delle categorie protette, non dei contratti a tempo indeterminato”. E nemmeno di quei lavoratori che, praticamente, quel centro di accoglienza lo hanno visto nascere e che ora rischiano di rimanere con un pugno di mosche.

 

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