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Capodanno: le tradizioni nel mondo

Capodanno, il momento magico di transizione che lascia andare il vecchio anno per far entrare quello nuovo. Colorato e significativo, è festeggiato in maniera diversa in ogni parte del mondo!
Facendo un viaggio folcloristico vediamo come si festeggia il capodanno in tutto il mondo.

Come sappiamo in Italia si festeggia con cotechino e lenticchie che, secondo la credenza popolare, sarebbero benaugurali e porterebbero soldi a chiunque le mangi, ma anche con panettone o pandoro, cerato nel 1800, evoluzione di un dolce veronese. La tradizione vuole che si assaggino 13 portate e che si indossi un indumento nuovo ed uno rosso.

In Messico, per tutta la giornata si accende e si spegne il fuoco gettando tra le fiamme pietre o mestoli di legno.

Nelle grandi città del Kenya il Capodanno è molto sentito e si festeggia ballando, cantando e cucinando attorno a un falò. Il cibo tipico è il Gnama Choma, una specie di grigliata di carne varia, accompagnato dall’ugali, una polenta bianca e da verdure speziate.

In Australia, nel bel mezzo dell’estate, Sidney dà appuntamento a circa 2 milioni di persone munite di Champagne e fuochi d’artificio. Un display enorme fa la sua apparizione sul Sydney Harbour Bridge ed allo scoccare della mezzanotte inizia uno spettacolo pirotecnico che va avanti per circa 20 minuti e che illumina la baia “a giorno” lasciando poi spazio ad una notte di concerti in città. 

A Singapore, precisamente a Marina Bay, luogo designato per festeggiare, ci si dà appuntamento per assistere a giochi di luce e fuochi d’artificio. Il vero spettacolo sono migliaia di desideri scritti su carta che si liberano nel cielo. Dopo il countdown, si scatenano i festeggiamenti, fatti di party e concerti.

In Cina il Capodanno, famoso anche come festa della primavera, non coincide con il nostro capodanno ma la data, che segue il calendario lunare, può variare dal 21 gennaio al 19 febbraio secondo il nostro calendario gregoriano. I festeggiamenti durano 15 giorni e terminano con la nota festa delle lanterne chiamata ad essere festa nazionale dal 180 a.C. dall’imperatore della dinastia Han. Durante il Capodanno cinese ci si veste di rosso, colore propiziatorio e che, secondo l’antica leggenda cinese, pare che impaurisse, assieme a forti rumori, il mostro mitologico chiamato Nian.

In Grecia la notte di Capodanno per i bambini è molto simile a quella di Natale per quelli italiani. Il 31 dicembre, infatti, si festeggia San Basilio, che porta i doni ai più piccoli. Kurabiendes, ossia frutta secca e dolcetti, e melomakarona, biscotti con miele o sciroppo, sono le uniche tradizioni culinarie di questa serata.

In Giappone il Capodanno sacro, si festeggia celebrando alla vigilia l’avvento della divinità dell’anno nuovo, Toshigami, pulendo casa e preparandosi ai festeggiamenti. Dai templi buddisti le campane rintoccano 108 volte, mentre sulle reti televisive nazionali, si consuma uno show con una lunga tradizione: una sfida canora tra i più affermati cantanti giapponesi.

USA: La città di New York, con le sue mille luci, è divenuta nel corso del tempo la “vera” e più ambita meta mondiale per i festeggiamenti di San Silvestro. A Times Square una sfera di cristallo del peso di 5.386 chili (una delle più pesanti a mondo) scandisce gli ultimi 60 secondi dell’anno che sta passando. E sulle note di New York, New York di un indimenticabile Frank Sinatra si dà il benvenuto ai 12 mesi venturi.

In Francia foie gras, ostriche, lumache e frutti di mare sono alla base di ogni buon Cenone di fine anno francese che si rispetti. Il tutto annaffiato da dello Champagne, per chi se lo può permettere.

In Russia prima che scocchi la mezzanotte, amici e parenti si ricongiungono dando il via ai festeggiamenti per alcune ore. Durante gli ultimi 12 secondi, prima dello scoccare della mezzanotte, tutti restano in silenzio, pensando con intensità a tutto ciò che si desidera per il prossimo anno. E poi c’è una curiosa superstizione locale: il primo visitatore dell’anno nuovo deve essere un uomo, pare che porti fortuna. Usanza tipica è quella di fare il cenone a base di insalate, quella russa, per eccellenza, e poi quella di aringhe, barbabietole, uova, patate e maionese.

Come si suol dire, il mondo è bello perché vario!

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Redazione

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