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Capodanno a Catania. È (l’inutile) polemica sui social

L’assessore Barbara Mirabella non aveva finito di pronunciare in conferenza stampa l’ultimo nome della rosa che andrà a chiudere la due giorni organizzata per il Capodanno che il ditino più veloce del Far West (con epicentro alla Civita) aveva già pubblicato il post di dissenso.

L’inutile polemica dei perenni insoddisfatti

Lo avevamo previsto già due settimane fa preannunciando il ‘work in progress’ del programma, e così è stato. D’altra parte è nell’indole del catanese medio avere sempre qualcosa da ridire. In questo caso però la polemica sollevata è inutile e alquanto becera.

Partiamo anzitutto dal concetto dei festeggiamenti. L’inizio del nuovo anno segna un passaggio di vita. E quale modo migliore per celebrare questo momento se non condividendo con gli altri le emozioni che solo un concerto di musica dal vivo può regalare? A dare colore e ilarità, la comicità ‘made in Sicily’ di Gino Astorina (il 30 dicembre), Nino Frassica con i Los Plaggers  e Giuseppe Castiglia (il 31 dicembre). Il fatto che i professionisti della risata non siano di Milano la dice lunga, e tanto basta per giocarcela in casa tra una battuta e l’altra, specialmente nel collaudato botta e risposta tra Gino Astorina e l’insuperabile Salvo La Rosa.

Per qualcuno c’è poco da ridere considerata la condizione in cui versa la città. Qualcuno non ha ben compreso, evidentemente, che non un solo centesimo è stato attinto dalle casse del Comune per questi due giorni di festeggiamenti. Gli spettacoli sono infatti il risultato della raccolta fondi che ha coinvolto imprenditori, commercianti, volontari, associazioni ed enti che con le loro erogazioni liberali hanno permesso alla città di avere non un concerto di fine anno ma due: 240mila euro, e questo è il ringraziamento.

Le critiche agli artisti

Arisa: cosa c’è che non va?

Il 30 gennaio calcherà il palco di Piazza Duomo Arisa. Raggiunge l’apice del successo nel 2009 vincendo per la categoria nuove proposte il Festival di Sanremo con il brano “Sincerità”. Si sfidano i lettori a non canticchiare il brano al solo menzionarlo. Arisa riesce comunque a mantenersi alta nell’indice di gradimento tra gli artisti italiani tanto che nel 2010 si piazza al 9° posto con “Malamorenò”, nel 2012 arriva seconda con “La notte”,  per poi trionfare nel 2014 con il brano “Controvento”.

Il raggio d’azione della cantante si allarga tra cinema e tv.

Arisa non è nuova alla città di Catania. Anzi – e addirittura – è riuscita pure a essere protagonista sul palco del prestigioso Teatro Massimo Bellini di Catania accompagnata da musicisti catanesi. Ma in quel contesto non un solo apostrofo è stato appuntato contro la cantante.

Seba e Marco Panzani

A dividere il palco con Arisa il 30 dicembre, Seba e Marco Panzani.

Ora, magari i più giovani possono anche non conoscere Seba. Ma dai ‘diversamente giovani’ certi scivoloni non ce li aspettiamo.
Esattamente come Arisa, Seba si affaccia al grande pubblico partecipando al Festival di Sanremo nel 1981 con il brano “Bianca Stella”. Come molti altri musicisti siciliani in quegli anni, lo immaginiamo partire da Enna con la sua valigia di cartone in cerca di fortuna sul palco musicale più prestigioso a livello nazionale.

Magari non sarà riuscito ad affermarsi a livello commerciale – ricordiamoci che quelli sono stati gli anni d’oro dei Matia Bazar, di Alan Sorrenti, Nada e compagnia cantante – ma la sua carriera musicale non si è mai arrestata.

Diciamo piuttosto che ha preso un’altra onorabile strada che lo ha portato a fondare a Enna il Museo Musical Art 3M. Si tratta di una mostra virtuale tra le opere dei più importanti pittori siciliani o che in Sicilia come hanno operato durante la loro attività artistica con accompagnamento musicale da lui appositamente composto. Antonello da Messina, Renato Guttuso, Pietro Novelli, Elio Romano e altri grandi pittori musicati da Seba.

Un milanese sul palco di Piazza Duomo c’è ed è Marco Panzani. Si tratta di un artista di strada che per Catania ha suonato in Piazza Università scrivendo non solo un brano dedicato alla santa patrona “Viva Sant’Agata”, ma anche l’inno “Alzati Catania”. Da Piazza Università a Piazza Duomo in fondo, e si sa, ci vogliono solo quattro passi.

Con Noemi siamo in una botte di ferro

Non per altro, se a salire sul palco è lei sarebbe sempre meglio sincerarsi che nei paraggi non ci sia Gianluca Grignani che non sarà a Catania per Capodanno. Perché indimenticabile è e sarà finché saremo in vita la performance dell’artista al Tributo a Lucio Dalla del 2013 intonando (o stonando, dipende dai punti di vista) “La Cura” con Franco Battiato e l’interpretazione con annessa rivisitazione del testo di “Anna e Marco”, quando ad accompagnarla era Fausto Mesolella di cui se ne piange ancora oggi la prematura scomparsa.

Ma con i suoi brani Noemi ce la fa. È amata e apprezzata dagli italiani che includono ovviamente anche gli abitanti della città di Catania. Il nostro unico timore – se di timore si può parlare – è che a rubare la scena alla cantante nazionale possano essere Francois e le Coccinelle. La formazione catanese in attività dal 1989 ha fatto ballare e (continua a farlo) intere generazioni con il suo sound targato Ghigo Agosti perciò tiene banco su tutti.

Dopo la mezzanotte sarà Radio Studio Centrale ad animare fino alla mattinata la piazza e i partecipanti.

Traendo le somme, il programma di questi due giorni appena presentati per dare il benvenuto al nuovo anno è un miracolo, gratis per la città. Poi se qualcuno si è messo in testa che la città debba avere lo stesso spirito di Pyongyang si è fatto male i suoi conti perché Catania è una città che ama festeggiare insieme e in allegria.

[Foto in copertina by LiveUniversity]
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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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