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Caos Grecia? Ad Atene la vita prosegue uguale (code al bancomat annesse)

Atene – passati tre giorni dal Referendum che ha smosso l’Europa, mettendone in dubbio le fondamenta finanziarie (e creando così un precedente), è la stessa di un paio di giorni prima del Referendum.

Calda e incasinata, con la sua aria irrespirabile (anche se dicono si tratti di un’estate più mite del solito) e con i suoi costumi mediterranei che ben si rispecchiano nella vita alla guida, con conducenti spericolati, scooteristi rigorosamente senza casco e sinfonie di clacson.

Potrebbe essere tranquillamente una città della nostra Sicilia, per intenderci. Siamo stati Grecia, d’altra parte. Probabilmente abbiamo seguito una medesima linea evolutiva.

Come prima del Referendum, oltre al caldo e al casino (e all’Acropoli che svetta da secoli, nella sua Grande Bellezza), ad Atene ci sono le code agli Atm: quasi ad ogni singolo bancomat decine di ateniesi attendono di poter prelevare la loro somma quotidiana. Senza dar vita, però, a scene di panico e/o disperazione.

In barba alla presunta immagine simbolo della situazione attuale e in barba al ‘Caos Grecia’ che i quotidiani nazionali hanno pensato bene di collegare al momento ellenico attuale.

Il Caos è solo quello che la propaganda – tanto tricolore quanto locale – prova a far passare: la stessa propaganda che non fa pensare che 60 euro al giorno (come da limite al prelievo) sono 1800 euro al mese (tre volte lo stipendio medio greco. Solo ‘El Pais’ spagnolo, normalmente un omologo de ‘La Repubblica’, lo fa notare) e che affollarsi a prelevare porta a nulla, se non a finire prima le scorte monetarie e a rendere la Grecia ancor più ricattabile.

Il ricatto, di fatto, è tutto monetario: la Grecia deve trovare un accordo in tempi brevi per non essere costretta al default. I piani alti continentali lo sanno e per questo fanno la voce grossa, nonostante l’importanza simbolica di un popolo che s’è espresso in massa contro le politiche d’austerità.

Sarà anche vero che una democrazia non vale più delle altre, ma se s’esprimessero tutte le democrazie, le politiche continentali probabilmente sarebbero costrette a cambiare radicalmente.

E per altro, se nessuna democrazia vale più delle altre, perché le politiche economiche comunitarie sembrano dettate solamente dalla Germania?

E mentre le trattative proseguono e lo spettro del default rimane sullo sfondo, ad Atene la vita prosegue uguale.

– CONTINUA –

Per quotidiani aggiornamenti, potete leggermi su Il Diario dell Crisi.

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