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Cantare a Siracusa: quelle pietre parlano

Riccardo Palazzo: "Puccini è il mio amore di sempre"

Incontriamo il giovane tenore Riccardo Palazzo che ci rivela i segreti di questa nuova edizione di Turandot.

Che effetto ti fa cantare per un debutto nel ruolo in due teatri con una tradizione millenaria?

Cantare al debutto nel ruolo di Pang è una di quelle cose che ho sempre voluto fare. Con la regia di Enrico Stinchelli. Una produzione YAP che andrà in scena il 3 agosto al teatro greco di Siracusa e il 3 settembre al teatro antico di Taormina. Un cast di stelle e astri nascenti della lirica tra cui Elina Ratiani, Marcello Giordani, Sharon Azrieli, Givanni Guagliardo, Enrico Terrone, Angelo Sapienza. La bacchetta è affiata al maestro James Meena. Turandot di Puccini è una delle mie opere preferite. È una musica che mi emoziona e coinvolge tantissimo. Era da tempo che guardavo a questo ruolo e mi preparo per questo debutto. Grazie alla YAP del Maestro Marcello Giordani che quest’anno ha creato questo festival, ho avuto la possibilità di farlo. Taormina mi ha visto diverse volte in vari ruoli, invece Siracusa per me è un debutto doppio. Anche perché l’opera lirica a Siracusa non si fa spesso. La vivo come una responsabilità perché quelle pietre parlano.

Sei già un nome, anzi una voce conosciuta ai nostri lettori perché ti abbiamo visto e ascoltato cantare più volte al Bellini

E ritornerò a settembre con un nuovo ruolo ne Il Pirata di Vincenzo Bellini. Nonostante il teatro, come sappiamo, stia vivendo una stagione poco felice ormai da diverso tempo, mi pare che le cose comincino a sistemarsi e ne sono felice perché se lo merita.

Si ha l’impressione che l’opera lirica venga messa in scena in questi teatri più per fascinazione del luogo che per la musica. Cosa ne pensi?

cantare per Turandot

I teatri antichi avevano la funzione di ospitare spettacoli di un genere diverso. Però il teatro antico si presta molto per via della tecnica con cui sono stati costruiti che favorisce l’acustica anche strumentale. C’è da dire che a parte due o tre nel mondo che conservano ancora la Skenè – parte retrostante della scena – che aveva la funzione di riverberare il suono, molti altri sono stati danneggiati. Quello di Taormina per esempio è stato ricostruito lasciando uno squarcio al centro che da un lato favorisce il panorama unico dall’altro disperde il suono. Il teatro di Siracusa non ce l’ha proprio.

Luoghi estivi in cui cantare l’opera sono sempre esistiti. Si può cantare all’esterno se si creano delle condizioni acustiche ideali per farlo. Taormina negli anni novanta ha visto cantare interpreti straordinari che il mese dopo sarebbero andati alla Scala. Adesso si sta cercando di ritornare agli antichi splendori grazie anche a proposte come quella di Marcello Giordani e della YAP. Lo Stesso Giordani, augustano d’origine, sta facendo molto in questo senso anche in città come Augusta e Noto. E’ molto importante portare l’opera anche in piccole città e proprio in piazza. Ricordo ancora con emozione Pagliacci ad Augusta. La piazza era gremita di un pubblico anche giovanissimo, fatto anche da bambini.

Che rapporto con Giacomo Puccini?

Rappresenta il mio debutto. Debuttai proprio al Teatro Massimo Bellini con una Butterfly e negli anni è tornato molte volte. Se lo incontrassi lo bacerei per ringraziarlo. Adesso Turandot è una sfida perché quelli dei ministri non sono ruoli di secondo piano. Fanno da contrasto alla linea drammatica della storia con la loro ironia. L’inizio del secondo atto tocca il lato umano, la nostalgia, l’intimità ma allo stesso tempo il cinismo macabro. La regia è rispettosa della tradizione. Il Maestro Stinchelli è un uomo che rispetta l’opera e dall’intelligenza registica comprovata dalla profonda cultura musicale. Conosce l’esigenza dei cantanti e non si sognerebbe mai di farti cantare a piedi in aria e testa in giù come spesso ultimamente si vede in giro. L’allestimento è spettacolare ed è lo stesso di Torre del Lago con i costumi di Franca Squarciapino che ha vinto l’oscar da costumista.

Seguendoti su Instagram vediamo sempre rapporti di amicizia profonda e goliardia con gli altri cantanti con cui lavori. È lo stesso anche per questo cast?

Assolutamente, è un cast straordinario. Per esempio Elina Ratiani oltre che essere una bellissima donna ha una voce meravigliosa che debutta nel ruolo ma sentiremo parlare di lei molto presto. Il resto del cast è formato da persone incredibili dal punto di vista professionale e umano come Sharon Azrieli. Naturalmente non si può non paragonare il Maestro Giordani ad una Ferrari. La maggior parte dei cantanti vengono della provincia di Catania e Siracusa anche giovanissimi.

La Sicilia produce ogni anno tra i talenti migliori al mondo. Qualche mese fa è stato premiato un giovanissimo soprano con un riconoscimento internazionale. Ma poi li perdiamo. Anche il Teatro Massimo Bellini ha avuto una stagione con alcuni spettacoli che si ricorderanno negli anni. Ricordiamo un meraviglioso Flauto Magico. Dovremmo cercare di puntare e investire di più sui nostri talenti. Ho avuto l’opportunità di cantare anche a Messina, città che grazie al suo direttore artistico sta producendo bellezza.

Quale sarebbe la tua proposta per una stagione ideale?

Tchikovsky, Macbeth di Verdi. Poi mi piacerebbe un Don Carlo. Proporrei una stagione per la divulgazione anche di opere poco conosciute mandandole anche in streaming come fanno molti altri teatri. Una divulgazione per la città. E soprattutto dare spazio a compositori contemporanei per produzioni nuove.

 

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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