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Covid-19, Cannizzaro: “Sanificati i locali”. Ma il Nursind non ci vede chiaro

Arriva la risposta dell’Azienda Cannizzaro che rassicura il Nursind affermando di aver proceduto con il trasferimento dei pazienti infetti e con la sanificazione dei locali.

«Comunichiamo che, a seguito del primo caso Covid positivo nell’Unità Operativa di Neurologia, ha attuato le misure previste dalle disposizioni ministeriali e dall’ordinanza del Presidente della Regione n. 7 del 20 marzo», si legge in un comunicato stampa ufficiale dell’ospedale.

«In particolare, la Direzione aziendale, con la piena collaborazione del direttore ff dell’UOC dott.ssa Maria Giovanna Pennisi, ha provveduto a sottoporre a tampone rinofaringeo tutti i 19 pazienti ricoverati, di cui sette sono risultati positivi. Nell’immediato, abbiamo ricoverato i pazienti, isolando i positivi dai negativi. Successivamente, nel corso della giornata odierna, effettuato il trasferimento protetto dei pazienti positivi nella sezione Covid-19 coordinata dal dott. Carmelo Iacobello, direttore dell’UOC di Malattie Infettive».

«La sanificazione dei locali della Neurologia è in corso, per step, a partire da venerdì scorso, in modo da consentire in sicurezza la continuità della degenza dei pazienti negativi. Effettuato -precisa l’ospedale Cannizzaro- un primo ciclo di sorveglianza sul personale esposto a seguito del primo caso riscontrato e una infermiera è risultata positiva».
Infine, l’Azienda comunica di aver effettuato ulteriori tamponi e di averne in programma altri di cui si attende l’esito e di aver disposto per gli operatori esposti idonee misure di isolamento.

“Un boom di contagi nel reparto di Neurologia”

Il sindacato delle professioni infermieristiche già in mattinata aveva chiesto la chiusura e la sanificazione del reparto di Neurologia e l’esecuzione dei tamponi a tutti i dipendenti che non lo avevano eseguito. La richiesta, inviata alla Regione, Prefettura e Comune nasce dopo un boom di contagi tra pazienti e operatori.

« Se i pazienti si sono infettati è probabilmente a causa dei meccanismi di isolamento non hanno funzionato. il rischio adesso è che si inneschi una reazione a catena diffondendo il contagio in altri settori», risponde il segretario del Nursind Salvo Vaccaro.

E.G.

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Redazione

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