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Cannata rompe il fronte a Sinistra. Ecco perché non denuncio Angelo Fazio

“Parliamo con tutti gli Angelo Fazio d’Italia”

L’avvocato Salvo Cannata, esponente di Sinistra, rompe il fronte nella sua area e lancia sul suo profilo facebook un messaggio di buon senso.

E lo fa proprio quando tutta la Sinistra Siciliana si mobilita minacciando querele, invocando quasi “l’ergastolo”, se non addirittura “l’esilio nell’isola di Sant’Elena”, per dare addosso al disoccupato di Paternò Angelo Fazio, autore di una fake news.

Non repressione giudiziaria come vorrebbero gli esponenti di sinistra “assetati di sangue” e promotori di una querela collettiva contro un disoccupato. Che se è questo il massimo che riesce ad esprimere la sinistra “Campa cavallo”! Ma un invito al dialogo, al confronto, con i tanti Angelo Fazio d’Italia, vittime anch’esse della narrazione salviniana.

“La Sinistra e la CGIL”, dice Cannata, “anziché querelarlo, andassero a parlare con Angelo Fazio perché Angelo Fazio è il simbolo anzitutto del nostro fallimento”.

Ecco cosa scrive l’avvocato Cannata.

Da ieri è partita una petizione online contro tale signor Angelo Fazio.

Ho letto che lo stesso è un disoccupato di Paternò, grande sostenitore di Matteo Salvini. Ebbene, non riesco a condividere questa petizione volta a querelarlo.

Al contrario bisognerebbe cercare di parlare con lui come con tutti quelli che appartengono alla categoria del proletariato, oggi fan sfegatati di Salvini, per far loro capire che la sua condizione di disoccupato, di disagiato, non nasce oggi dall’arrivo di qualche decina di migliaia di immigrati, ma ha radici più antiche e nasce dalla condizione in cui per decenni la nostra terra ed il nostro paese in generale è stata governato.

Vorrei dire al signor Angelo Fazio che colui che oggi osanna è lo stesso che ieri gridava ai quattro venti contro i meridionali. Vorrei dirgli che Matteo Salvini, così come Cinque Stelle, non hanno un’idea vera di governo, non hanno un’idea vera di sviluppo, hanno una sola idea: governare le masse attraverso la paura, la paura del diverso, la paura dell’immigrato, la paura di chi viene non per forza da un altro paese, ma anche da un’altra regione a rubarti il lavoro e toglierti delle certezze. Vorrei dirgli che il lavoro a lui lo hanno tolto politiche economiche sbagliate, e Salvini era uno di quelli che ha governato di più in questi 20, che hanno ridotto il lavoratore al pari di un cosa da sfruttare e poi buttare.

Vorrei dirgli che loro usano la sua rabbia, ma che non hanno alcuna idea di come risolvere la sua condizione di disoccupato.

Vorrei che la CGIL e la Sinistra in generale, invece di dare mandato ad un legale, cercassero e andassero a parlare con il signor Angelo Fazio, capire le ragioni del suo disagio e farsi portavoce della sua condizione.

Facciamo in modo che Angelo Fazio diventi un simbolo del nostro fallimento ma allo stesso tempo della nostra rinascita.

A chi vorrà condividere questo mio pensiero chiedo di trovare un lavoro al signor Angelo Fazio.
La nostra rabbia, la nostra indignazione, deve essere rivolta contro chi ha avuto dalla vita gli strumenti, la possibilità di elevarsi socialmente, culturalmente, e che invece usa i social media per spargere falsità e fango.
Contro di loro va indirizzata la nostra rabbia.
Su Facebook girano post di chi dice che al porto c’erano solo fighetti e figli di papà, post scritti da persone che hanno avuto più fortuna nella vita di Angelo Fazio. Senza querelare, senza petizioni, rispondete a questi contatti con argomenti, con la vostra storia personale e vedrete che resteranno muti, senza argomenti. Vedrete che cercheranno di giustificare i loro post ma alla fine avranno fatto solo una brutta figura.

Parliamo con tutti gli Angelo Fazio non quereliamo, perché altrimenti Salvini, i 5 stelle avranno vinto due volte.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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