fbpx
Primo PianoSalute

Cannabis Terapeutica: quantità insufficienti, costi elevati e gap normativi

Entra nel vivo la polemica sanitaria

Il Decreto Ministeriale del 18 aprile 2007 sembrava dare pace ai tanti malati che riescono a trovare sollievo al dolore cronico con il quale sono condannati a convivere attraverso l’impiego di cannabis terapeutica. Nonostante in questi anni i governi che si sono alternati abbiano cercato di migliorare le regolamentazioni sulla produzione, distribuzione e somministrazione, restano gap normativi oggi al centro del dibattito sanitario.
Il problema di fondo non indifferente ed estremamente rilevante sul quale nelle ultime settimane si sta provando a fare il punto sul territorio regionale e nazionale è il quantitativo insufficiente rispetto alle esigenze reali.

La produzione di cannabis terapeutica nazionale è affidata su decreto ministeriale allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze che però non è riuscito a produrre materia prima sufficiente al fabbisogno nazionale. Quindi, per permettere all’Istituto Militare di mantenere il monopolio, si è passati all’acquisto di 100 chili di marijuana dall’azienda canadese “Aurora Cannabis Inc” e 250 chili dall’azienda olandese “Bedrocan” che, sommati ai 150 chili prodotti in Toscana, si arriva al quantitativo complessivo di 500 chili di cannabis per il 2018, evidentemente sufficienti per il Ministero della Salute ma non per gli addetti ai lavori.
Sorvolando sul solito paradosso italiano che ostacola la nascita di stabilimenti produttivi sul territorio nazionale e il potenziale business che andrebbe ad abbattere i costi della materia prima. Come si pensa di rispondere alle esigenze dei pazienti e delle strutture ospedaliere che la somministrano?

Con il Decreto Legge 16/10/2017 n.148 “Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili” (G.U. 16.10.2017, n. 242), all’art. 18 quater, comma 6, viene disposto che le preparazioni magistrali a base di cannabis prescritte dal medico per la terapia contro il dolore e per altri impieghi previsti dalla norma sono a carico del Servizio sanitario nazionale, nei limiti del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato.
Poi, se la copertura del fabbisogno sanitario standard è insufficiente, come infatti lo è, i pazienti dovranno sostenere spese esorbitanti dai privati oppure ricorrere alle uniche alternative a loro disposizione, come l’interruzione delle cure o rivolgersi al mercato nero. Perché siamo in Italia. Ma questo nel Decreto Legge non c’è scritto!

Eppure, l’impiego terapeutico della cannabis ha da tempo ormai superato i pregiudizi grazie agli obiettivi raggiunti. “Nel complesso panorama del dolore cronico, sia esso benigno sia di tipo oncologico, l’utilizzo della cannabis terapeutica costituisce una opzione terapeutica formidabile”, spiega il dott. Sergio Chisari, responsabile U.O. Dipartimentale di Terapia del Dolore dell’Azienda Policlinico Vittorio Emanuele di Catania. “Le varie componenti negative delle sindromi dolorose come l’ansia, la depressione, la nausea, inappetenza e altre ancora, vengono sedate senza utilizzare miscele di farmaci che sovente causano effetti avversi spiacevoli.”

Abbiamo bisogno dei risultati
: “Nella nostra esperienza di circa 3 anni riguardo cefalee, fibromialgia, lesioni mieliche dolorose, poliartralgie, eccetera, l’utilizzo della cannabis, come unico farmaco utilizzato – continua il dott. Chisari – ha ridotto del più del 60% il sintomo dolore arrivando ad oltre l’80% nei casi in cui è stato utilizzato con dosi ridotte di oppiodi maggiori, ottenendo così una diminuzione di effetti collaterali di quest’ultimi.”
Il dott. Chisari ribadisce perciò gli aspetti negativi nell’ambito della cannabis terapeutica: “Attualmente l’unico aspetto negativo è il costo della terapia che sfortunatamente è tutta a carico del paziente, anche se esente.” Scendiamo nel dettaglio: “Molti pazienti che non hanno avuto beneficio assumendo la dose minima hanno deciso di interrompere il trattamento per la spesa proibitiva e altri, per lo stesso motivo, non aumentano la dose giornaliera. Pensiamo che i risultati avrebbero potuto essere migliori se avessimo potuto aumentare liberamente la dose di cannabis così come facciamo per tutti gli altri farmaci.”

Dal punto di vista regionale nulla o poco è stato fatto sino ad ora,  e non mancano le proposte per venire incontro alle esigenze dei pazienti. “Di certo la cannabis è un nuovo strumento terapeutico per i terapisti del dolore e una nuova possibilità di cura per numerose patologie, per cui – conclude il dott. Sergio Chisari – sarebbe auspicabile che la Regione predisponesse sovvenzioni per rimborsare parzialmente il costo della terapia e renderla accessibile a tutti i pazienti.”

L’argomento sarà al centro del convegno “Cannabis medica, esperienza terapeutica in Sicilia e Sistema Sanitario Regionale” organizzato dal Rotary Club di Agrigento, con il patrocinio dell’Ordine dei Medici, dei Farmacisti, di Federfarma provinciale e dell’ASP1 di Agrigento che si svolgerà oggi pomeriggio, venerdì 20 aprile alle ore 16,00 presso Spazio Tèmenos di Agrigento e al quale parteciperanno esponenti del mondo scientifico – medici, studiosi, pazienti e le istituzioni.

Tags
Mostra di più

Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

Potrebbe interessarti anche

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker