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Cannabis, ecco la proposta del M5S

L'intervista all'on. Luigi Sunseri: «Quella sulla cannabis è una battaglia culturale e come tutte le battaglie culturali ha i suoi tempi».

Cannabis. Solo a pronunciare il sostantivo che ci permette di associare le tanto vituperate foglie a cinque punte, nei meandri più reconditi della nostra mente inizia a suonare un brano reggae estratto a sorte dal vasto repertorio di Bob Marley. Non è altro che un pregiudizio che tarda a superare un vecchio retaggio ancorato al bigotto proibizionismo del secolo scorso.

Le proprietà organolettiche della cannabis sono scientificamente riconosciute e applicabili in diversi settori. Tuttavia, tardano a essere sfruttate nella crescita di un un ampio settore di sviluppo economico a causa delle gravi carenze e lacune normative che paralizzano la sua produzione.

«Quella sulla cannabis è una battaglia culturale e come tutte le battaglie culturali ha i suoi tempi. Ma è un passaggio che secondo me, insieme alla legalizzazione della prostituzione, vanno affrontati. Presto o tardi, ma vanno affrontati».

L’intervista all’on. Luigi Sunseri

Fa il giro del web il video che annuncia i provvedimenti promossi dal M5S al Parlamento Regionale Siciliano sulla produzione di canapa. Protagonista, l’on. Luigi Sunseri, il parlamentare regionale in quota M5S che con fierezza dichiara di non avere mai fumato nella sua vita, né sigarette e neppure spinelli. A riprova, non rulla neppure a bandiera.

Piano normativo

Come si articolano le vostre proposte all’ARS?

«Ho presentato il disegno di legge che prevede la possibilità di incentivare le coltivazioni di canapa industriale in Sicilia. Potrà sembrare strano, ma ne sono presenti già diverse sul nostro territorio. Ne ho visitate già a decine, di tutti i tipi. Dall’alimentare, al tessile, alle infiorescenze dove abbiamo avuto un boom negli ultimi due anni».

«All’insaputa di tanti – continua l’on. Sunseri – ci sono dei prodotti di eccellenza realizzati con la canapa in Sicilia. Primo tra tutti, il miglior olio di canapa in Italia prodotto da un mulino di Caltagirone, il mulino Crisafulli. Poi fanno della birra ottima, producono farine, pasta un po’ ovunque, nell’ennese, nel nisseno, a Catania. Il disegno di legge, quindi, tende a incentivare la produzione di canapa in Sicilia. Chiaramente parliamo della legge del 2016 che prevede la possibilità di coltivare la canapa con un THC inferiore a 0,2 mg».

Il Ministro Matteo Salvini non sembra molto aperto a questo genere di iniziative, e tento meno la maggioranza del governo regionale in capo al Presidente Nello Musumeci. Non temete che la vostra proposta possa incontrare ostracismo in aula?

«Non per forza. Infatti, l’assessore Ruggero Razza ha aperto un tavolo tecnico sulla cannabis terapeutica. Quindi, c’è molta attenzione secondo me su questo tema».

Prospettive sanitarie

La cannabis è ampiamente impiegata nelle cure terapeutiche di diverse patologie. Purtroppo, la produzione nazionale è vincolata alle serre dello stabilimento farmaceutico militare di Firenze che non riesce a garantire la copertura dei quantitativi necessari al Servizio Sanitario Nazionale. Di conseguenza, siamo costretti a importare cannabis dall’estero a costi molto elevati che potremmo risparmiare notevolmente incentivando la produzione locale.

Come vi muoverete in questo senso?

«Sin dall’inizio, cioè sin da quando i pazienti ne hanno fatto richiesta perché nelle farmacie non arrivava più la cannabis terapeutica, il ministro Giulia Grillo inoltrò una lettera di risposta a tutte le associazioni e diede ordine di un maggiore acquisto di cannabis terapeutica direttamente dall’Olanda. Quello che sappiamo è che c’è comunque la volontà esplicita da parte del Ministero della Sanità di affrontare il tema, e si andrà anche a un incremento della produzione in Italia».

«Chiaramente – precisa il deputato – la cannabis terapeutica che non può essere prodotta in terreni aperti e necessita di una coltivazione particolare perché è un medicinale e va tenuta sotto controllo. Ed è giusto che venga prodotta in istituti sicuri sotto il controllo del ministero della salute. Incrementare la produzione di cannabis ritengo sia molto importante. Si parlava di una sorta di “manifestazione di interesse” per una partnership tra pubblico e privato. Quindi, soprattutto sulla cannabis terapeutica, il M5S a livello nazionale è stato molto chiaro. A mio avviso, andrebbe normato in maniera migliore quella industriale perché ci sono delle falle ben note. Ma si tratta di modifiche alla legge attuale, e non bisogna inventarsi niente di nuovo».

Canapa in tavola

Olio, farina, pasta, birra. La canapa inizia a farsi strada anche sulla tavola degli italiani.

Quali effetti per l’economia regionale siciliana e quali agevolazioni sono previste per i nostri produttori?

«Il disegno di legge presentato esprime la richiesta specifica di individuare dei fondi europei per la coltivazione della canapa visto che ad oggi non ci sono aiuti, se non quelli classici dell’agricoltura. Che la canapa sia un prodotto che sta per esplodere è un dato di fatto. Ho conosciuto tanti ragazzi che hanno dismesso le loro coltivazioni familiari di broccoli, carciofi, colture tipiche siciliane. Questi prodotti sono stati espiantati per produrre semi, quindi olio, farine e infiorescenze».

«Nel catanese – racconta l’on. Sunseri – ci sono delle proprie serre che, oltre alle fragoline e allo zafferano coltivati normalmente, producono anche le infiorescenze della canapa. È senza dubbio un mercato che potrebbe far rinascere la nostra economia. A Catenanuova c’è un produttore di canapa alimentare che nell’anno di fermo dei coltivatori di grano paga loro qualcosa come 1000 o 2000 euro ad ettaro. Quindi, nel momento in cui chi coltiva grano si trova di fatto in fermo biologico, con questo sistema rigenera il terreno offrendo la possibilità all’agricoltore di guadagnare qualcosa da quel terreno che altrimenti sarebbe non utilizzato. Nella fase della rotazione della coltura, questo processo è anche molto interessante».

I diversi impieghi della fibra di canapa

Nel 1941 Henry Ford progettò la Hemp Body Car realizzata principalmente da fibre di cellulosa biodegradabili derivate dalla canapa. La grande novità era nel carburante: la Hemp Body Car era alimentata dalla canapa distillata, il cui impatto inquinante era pari a zero.

Le fibre di canapa possono essere inoltre impiegate anche nel campo dell’edilizia oltre che, come detto, nel settore alimentare, tessile e della cosmetica.

Quali prospettive ravvisa il M5S attivando la produzione di canapa in Sicilia?

«L’ultimo modello della Porsche è stato realizzato in fibra di carbonio e canapa. Perciò, quello della canapa è un utilizzo che può ritornare a essere molto interessante sotto tantissimi punti di vista. Quello che il M5S sta provando a fare è migliorare la qualità di informazione, perché ci sono troppe persone che collegano la canapa esclusivamente all’uso ludico. E, in particolare, all’uso negativo dell’aspetto ludico. Secondo me, il primo passaggio è fare capire che canapa non vuol dire droga. Canapa vuol dire una coltura come quella del grano che per centinaia di anni ha alimentato un settore come quello agricolo. E quindi, sarebbe carino provare a chiudere la filiera direttamente in Sicilia».

«A oggi, per esempio – puntualizza l’on. Sunseri – non si sa come gestire le balle dopo la coltura.Oggi in Sicilia non si fa la carta perché non c’è una cartiera che abbia la possibilità di realizzare la carta dalla canapa. Quindi, potremmo provare a mettere dei fondi europei per chiudere la filiera e realizzare delle strutture che possano essere necessarie e utili per utilizzare la canapa sotto diversi punti di vista, non solo quelli del seme e del fiore».

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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