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Una vita in catena: la tragica storia dei cani di Lentini

Sequestrati al loro padrone, che li teneva in stato in stato di segregazione, i due cani hanno patito sofferenze fisiche e psicologiche. Oggi sono liberi grazie all’intervento dell’associazione L’Altra Zampa

Vicky e Bella sono due splendide cagnette accomunate dallo stesso destino: entrambe sono state affidate allo stesso padrone ed entrambe sono state salvate dai volontari dell’associazione “L’Altra Zampa”.

A raccontarci le loro storie l’avvocato Irene Rizza, presidente dell’associazione “L’Altra Zampa”.

“Nel 2013 la cagnetta Vicky venne sequestrata perché era tenuta legata in un balcone dal proprio proprietario. Dopo il sequestro iniziale, la cagnolina venne successivamente dissequestrata, per fortuna alla fine la cagnolina fu tolta definitivamente al padrone e successivamente venne adottata da una famiglia di Firenze”

Un pò più complesso è stato invece il recupero della cagnetta Bella:

“Dopo il sequestro di Vicky, l’ex proprietario della cagnetta decise di prendere un altro cane: Bella. Quest’ultimo canide non fu tenuto legato dal proprietario, tuttavia venne relegato negli stessi spazi stretti e sporchi (1 metro a disposizione) in cui fu tenuta Vicky. Entrambe le cagnette vissero in un balcone sito a Lentini. Del proprietario c’è da dire che aveva anche qualche problema di disabilità mentale.”

La nostra interlocutrice ha ricordato che Bella non ha ancora un padrone ma si trova in affidamento al centro cinofilo di Misterbianco “Canis in Fabula”e ha ricordato che ultimamente grazie ai cittadini si sta muovendo quella macchina burocratica che spesso risulta bloccata quando si tratta di questione legate agli animali, forse anche per via di una scarsa sensibilità sul tema.

 

Abbiamo sentito anche l’avvocato Tania Cipolla, legale dell’associazione “L’altra Zampa” che ha seguito il caso Bella.

Il legale ha specificato che il proprietario dei cani aveva problemi gravi tali da non poter badare, ne a se stesso, ne tanto meno alla moglie malata.

Inoltre, sul fatto che lo stesso proprietario denunciato per maltrattamenti possa prendere a distanza di brevissimo tempo un altro cane l’avvocato Cipolla ha specificato che la ragione è da ricercare nel fatto che esiste un’ordinanza del 2013 che riguarda solo i cani potenzialmente pericolosi. Nello specifico chi ha precedenti penali non può adottare cani pericolosi, anche se in effetti non esiste alcun controllo. Per quel che concerne i cani di piccola taglia anche persone denunciate per maltrattamenti di animali possono continuare ad adottare senza alcun vincolo legale, anche solamente teorico.

L’avvocato Cipolla ha in realtà specificato che per configurarsi il reato di maltrattamento non è necessario che siano stati perpetrati atti di violenza nei confronti dell’animale, ma è sufficiente che ci siano stati comportamenti che hanno arrecato all’animale danni fisici o psichici, fra questi ad esempio la mancanza di spazi.

Infine l’avvocato dell’associazione L’Altra Zampa ha fatto riferimento al processo contro il proprietario dei canili di San Giovanni Galermo e di Adrano.

Sul processo va detto che il prossimo 9 dicembre si terrà l’udienza preliminare. Il processo ha destato scalpore poiché era stato archiviato, ma in seguito, grazie ad un giudice, si è proceduto ad un’imputazione coatta per associazione a delinquere. Fra i reati contestati ai destinatari: truffa , maltrattamento di animali e violazione di gare d’appalto.

L’avvocato Cipolla ha confermato che un processo del genere con un capo d’imputazione così grave potrebbe rappresentare un precedente fondamentale per chi ha a cuore il benessere degli animali. La cosa grave, ha detto l’avvocato, è che il canile di San Giovanni Galermo aveva ricevuto tutte le autorizzazioni dal Comune di Catania e dall’Asp senza soddisfare nessuno dei requisiti necessari.

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