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Cancelleri, Fava e Micari: “Siamo con i lavoratori Qè”

I candidati alla presidenza hanno incontrato i lavoratori Qè, tutti tranne Musumeci

C’è una storia importante che sta attraversando questa campagna elettorale. Ed è quella dei seicento lavoratori dell’ex call center Qè di Paternò che faticosamente, in questi giorni, hanno chiesto – e ottenuto – un incontro con i candidati presidente della regione.

Sono stati ricevuti da Claudio Fava, che per primo ha risposto al loro appello, poi da Fabrizio Micari e ieri, all’hotel Rigel di Catania, anche da Giancarlo Cancelleri e dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. Manca all’appello, al momento, Nello Musumeci, ma si confida – anzi si spera – che già nelle prossime ore possa decidere di incontrarli.

Ai candidati governatore, i lavoratori hanno chiesto di sottoscrivere un documento che li impegna, qualora eletti, ad affrontare due questioni decisive per il futuro dell’azienda, dei lavoratori e dell’intero territorio di Paternò. La prima riguarda i volumi di lavoro delle commesse Inps ed Enel che sono volati via dopo la chiusura del Qè, privando il territorio di centinaia di posti di lavoro e di una massa di salari di circa 400.000 euro al mese, con gravi conseguenze anche per “l’indotto” della zona, per gli esercenti e i commercianti “perché”, spiega un lavoratore, “se non lavoro, non consumo” .

La richiesta dei lavoratori al futuro presidente della regione è semplice: fare rientrare quelle lavorazioni a Paternò, nella nuova azienda che ha preso il posto dell’ex Qè, la Netith dell’imprenditore Franz Di Bella che, coraggiosamente, ha deciso d rilevare la vecchia azienda e di investire sul know how dei lavoratori. La seconda richiesta riguarda invece la sopravvivenza stessa delle 600 famiglie, molte delle quali monoreddito. Il 6 dicembre, per questi lavoratori, scadono gli ammortizzatori sociali. Da quel momento non avranno più alcuna fonte di reddito.

Ai candidati, i lavoratori hanno chiesto di prorogare il sostegno al reddito in attesa del loro riassorbimento nella Netith o della loro ricollocazione.

Fava, Micari e Cancelleri hanno condiviso e sottoscritto formalmente le richieste e le soluzioni proposte dai lavoratori.

Nessuna risposta, ancora, da Nello Musumeci. Ma tra i lavoratori serpreggia l’ottimismo: “ci incontrerà, come hanno fatto gli altri. Perché questa vicenda non riguarda solo noi ma un’intera comunità. Per noi sarebbe un gesto importante e segno di grande sensibilità verso i problemi delle persone che lavorano”.

A questo punto, l’auspicio è che questa sensibilità venga fuori prima del 5 novembre. Viceversa, sarebbe davvero un brutto segnale.

Anche la redazione dell’Urlo si associa alla richiesta dei lavoratori e spera che Musumeci li incontri al più presto.

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