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Candelore fuori dalla cattedrale la notte del 4, esposte a rischi

Le candelore di Sant’Agata sosteranno fuori dalla Cattedrale a partire dalle 14.00 del 3 febbraio fino all’indomani, quando, si congiungeranno con la Santa per precederla durante la processione.

Nella storia della festa di Sant’Agata, dopo la processione dell’offerta della cera del 3 febbraio, i cerei di Sant’Agata si sono sempre ritirati in piazza Duomo nella chiesa Cattedrale per poi uscire, una ad una, poco prima dell’alba. Ciascuna prima di andare fuori, giunta alle porte della cattedrale, ha sempre eseguito un suggestivo inchino in direzione della Santa posta sull’altare. Questa tradizione, da quest’anno, viene rotta dal decreto Gabrielli – direttiva sulle manifestazioni pubbliche.

Si rompe una tradizione

Ai responsabili e ai portatori delle cendelore non resta che accettare questa imposizione. Abbiamo sentito Walter Messina per la candelora dei fruttivendoli, Salvatore D’Amore per il cereo Rinoti e Fabrizio Lanzafame responsabile per la candelora del Villaggio Sant’Agata. Tutti e tre ci hanno detto di accettare di buon grado la direttiva che impone norme sulla sicurezza. In cattedrale, il 4 mattino, sono previste 2.500 persone. Per evitare qualsiasi rischio, soprattutto a seguito dei fatti di Ancona e Torino, il questore e il prefetto hanno ingiunto questa modifica che di fatto ha ripercussioni anche sulla processione. La primissima parte della processione di Sant’Agata non sarà eseguita con le candelore. I cerei infatti saranno posti lungo la via Dusmet all’altezza del Palazzo Biscari.

«Abbiamo avuto una serie di incontri con il dottore Marano, con il comandante dei vigili urbani di Catania Valenti e con Monsignor Barbaro Scionti – afferma Lanzafame, rappresentante del cereo del Villaggio Sant’Agata – Accentiamo di buon grado, ma rimaniamo in sospeso perchè non ci sono state date delle assicurazioni.»

Candelore esposte a rischi

Fuochi d’Artificio…

Le antiche candelore, all’aperto e di notte, potrebbero essere esposte a vari rischi. Il primo pericolo è rappresentato dai fuochi d’artificio del 3 sera. La questione preoccupa tutti i responsabili delle candelore. «Il comune garantisce che l’area in cui è prevista la sosta è sicura. E se invece ci fosse una serata ventosa? I cerei potrebbero essere raggiunti da scintille e altro» dichiara ancora Lanzafame. Walter Messina degli ortofrutticoli dice che sarà lui stesso a premurarsi affinchè la sua candelora sia al sicuro «Andrò con il mio mezzo e coprirò il cereo con un telo mio».

Maltempo…

E a proposito di teli di copertura anche il Comune assicura che li acquisterà per le candelore ma come, quando e chi li userà resta un’incognita. A parte il rischio dei fuochi c’è quello legato al maltempo. La candelore sono antiche e ormai ridotte molto male. Sarebbero necessari degli interventi di manutenzione e di restauro, l’esposizione all’acqua si potrebbe rivelare letale sia per la preziosa doratura che per gli interni lignei.

Il cereo dei mecellai e quello dei panettieri sono quelli più compromessi. Nella candelora dei panettieri c’è addirittura un grosso buco che viene coperto con un cuscino.

«Il comune dice che acquisterà dei teli ma chi li metterà non lo sappiamo?» afferma ancora un preoccupato Lanzafame. «Se succede qualcosa alle candelore sono sempre i responsabili dei cerei a pagare» dichiara il responsabile della candelora del Villaggio Sant’Agata. Messina dice di premurarsi lui stesso per il suo cereo ma ciò si traduce in una giornata senza sosta per i portatori delle candelore che pure saranno impegnati, durante il 4 febbraio, ad affrontare la parte più lunga della processione.

Atti vandalici…

Chi penserà poi alla sicurezza dei cerei? Ci sarà la giusta vigilanza? Qualche anno fà furono rubati i putti della candelora dei panettieri, potrebe accadere lo stesso anche quest’anno. Oppure, qualcuno potrebbe compiere degli atti vandalici a spese di queste opere d’arte lignee.

Un rappresentante delle candelore nel comitato

Tante domande che ancora, alle porte della festa, restano senza risposta. Si fa sempre più viva nel frattempo l’esigenza di mettere un rappresentante delle candelore all’interno del comitato per i festeggiamenti agatini. Qualcuno che possa parlare con contezza in nome dei cerei evitando così impasse come quelli attuali.  Lo chiedono Messina e Lanzafame guardando anche al prossimo rinnovo delle cariche agatiche. Si fanno già dei nomi.

«La festa di Sant’Agata è anche candelore» afferma ancora Lanzafame ma bisognerebbe spiegarlo pure alla Curia che sembra piuttosto impegnata in un’opera tesa a prendere le distanze. Poi provvedimenti come questi, seppure a garanzia della sicurezza, tendono a creare uno stacco più netto. Quasi come se si volesse limitare all’ambiente delle candelore la potenziale presenza di personaggi malavitosi che fanno capolino durante la festa «È 42 anni che gestisco la candelora dei Rinoti – afferma Salvatore D’Amore – e mi sono sempre attenuto alle tradizioni imponendo da prima candelora, subito dopo quella di Sant’Agata, di dare il buon esempio durante la processione.»

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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