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Cancelleri prende le distanze da Montante. Cosa c’è dietro?

Due i fatti curiosi

Giancarlo Cancelleri e i suoi legali devono essere entrati in possesso di un codice diverso rispetto a quello in vigore sul territorio della Repubblica Italiana perché altrimenti non si spiega l’annuncio della querela per diffamazione del leader grillino siciliano nei confronti di Antonello Montante.
Come riportato dal quotidiano La Sicilia, nel corso dell’interrogatorio dal Gip Maria Carmela Giannazzo, Antonello Montante ha tirato in ballo Giancarlo Cancelleri raccontando l’appuntamento fissato per tentare di salvare dal fallimento l’imprenditore nisseno Salvatore Lo Cascio presso il quale il deputato grillino lavorava come magazziniere prima di essere eletto all’Ars nel 2012. Ma al Gip questo passaggio sembra non interessare.

A Giancarlo Cancelleri invece interessa eccome, tanto da interpretare a proprio vantaggio questo accadimento riportando la sua (mezza) verità e prendendo le distanze da Montante. E infatti dichiara all’Ansa: «Io col titolare di un’impresa per cui avevo lavorato e che aveva problemi di accesso al credito nonostante numerosi appalti in corso non abbiamo incontrato Antonello Montante, ma quello che rappresentava: il presidente della Camera di commercio di Caltanissetta. […] Gli abbiamo chiesto se potesse intervenire, magari con una nota ufficiale all’Abi, per illustrare l’accaduto e chiedere, come Camera di Commercio, di sbloccare la situazione, ma lui ci ha parlato di un fondo della Camera di commercio che si poteva utilizzare per agire in Tribunale ipotizzando una vessazione della banca». Cancelleri quindi conferma l’incontro avvenuto in via ufficiale con Antonello Montante. Dove risiederebbe quindi la diffamazione?

Due sono i fatti curiosi che intervengono sulla vicenda. Il primo riguarda l’imprenditore Salvatore Lo Cascio e l’ex governatore Rosario Crocetta.

Durante la campagna elettorale delle elezioni regionali del 2014, Rosario Crocetta dichiarava in una intervista ad Adnkronos: «L’azienda presso la quale lavora Cancelleri è diretta da un tale Lo Cascio, molto, molto amico di quell’ingegnere Di Vincenzo, al quale oggi è stato confermato il sequestro di un patrimonio di 400 milioni di euro. Guardasse chi sono gli amici degli amici e ricordasse che io sono stato il primo politico in Sicilia a denunciare i rapporti di Di Vincenzo con la mafia mentre lui, candidamente, non sa neppure con chi ha a che fare quotidianamente». Per questa dichiarazione, l’ex governatore venne denunciato per diffamazione con la richiesta di risarcimento per un ammontare pari a 2 milioni di euro. Secondo il difensore di Salvatore Lo Cascio, indicando (senza prove) la “Lo Cascio s.r.l.” come azienda in odor di mafia, Crocetta avrebbe contribuito ad aggravare la situazione perché nessuna trattativa di credito presso gli istituti bancari ai quali si era rivolto l’imprenditore ebbero seguito dopo quelle affermazioni.
Rosario Crocetta venne rinviato a giudizio ma – colpo di scena! – Lo Cascio ritirò la querela per diffamazione con la conseguente richiesta del Pubblico Ministero, accordata dal giudice, del non luogo a procedere.

Il secondo fatto curioso è la presenza del sen. Mario Michele Giarrusso e di Ugo Forello nel M5S.

Sin dal 2015, Giancarlo Cancelleri e in generale il M5S regionale siciliano, sembravano avere le idee abbastanza chiare su Antonello Montante e sul suo ruolo all’Agenzia per i beni confiscati. In un comunicato del 9 febbraio 2015, il M5S chiedeva le dimissioni di Antonello Montante indagato per mafia: «Montante lasci incarichi all’Agenzia per i beni confiscati e in Confindustria: un simbolo antimafia non può essere sfiorato dal dubbio», dichiarava Giancarlo Cancelleri. Pochi giorni dopo, Antonello Montante annunciava le dimissioni dall’Agenzia per i beni confiscati, e dal Movimento 5 Stelle regionale siciliano veniva diramato un altro comunicato: «Determinante in questo senso – affermava convintamente Giancarlo Cancelleri – la nostra pressione e quella di Addio Pizzo Catania e Libera, tra pochi in ambito politico e nella società civile ad esprimerci in questa delicata vicenda. Non vogliamo esprimere alcun giudizio di condanna anche perché la vicenda è tutta da chiarire, ma è doveroso in questi casi fare un passo indietro in attesa che la giustizia faccia il suo corso, a tutela delle importantissime istituzioni che si rappresentano». Cancelleri (o chi per lui) sembravano avere un indirizzo corretto sulla posizione da assumere. Avevano delle informazioni verosimilmente esatte sui legami che interessavano – e continuano a interessare – Confindustria, le associazioni antimafia e la politica. Quindi gli interrogativi sorgono spontanei: perché Addiopizzo Catania sì e Addiopizzo Palermo, il cui fondatore è Ugo Forello, no? E perché Libera, associazione che più di tutte riesce ad ottenere beni confiscati dalla mafia, si rivoltava contro Antonello Montante? Le risposte ai quesiti potrebbero risiedere nell’intervista rilasciata a L’Urlo da Franca Decandia il giorno dopo l’arresto di Antonello Montante.
Non passa inosservata nemmeno la presenza del sen. Mario Michele Giarrusso nel M5S che, fatto noto, è responsabile con il sen. Beppe Lumia della Fondazione Antonino Caponnetto, lo stesso Beppe Lumia implicato nella vicenda Montante che l’on. Giancarlo Cancelleri non ha risparmiato dalle critiche e nei collegamenti con il numero uno di Confindustria nel video pubblicato pochi giorni fa in diretta dal suo profilo facebook.

“C’è del marcio in Danimarca”, ma la puzza arriva fino a Palermo.

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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