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Camera penale, Liotta nuovo presidente: “Giovani e deontologia le priorità”

"Un onore e una grande responsabilità succedere a Enrico Trantino"

“Appartengo a quella generazione di avvocati che ha conosciuto Serafino Famà. La nostra scommessa è far sì che i giovani possano avere tanti punti di riferimento, che siano grandi avvocati concreti come lui”. Il nuovo presidente della Camera penale di Catania Salvo Liotta parla di giovani, di deontologia, di formazione. Sono queste le priorità del suo lavoro, in continuità con quello del suo predecessore, l’avvocato Enrico Trantino.

Il nuovo Direttivo è poi formato da Tommaso Tamburino vicepresidente, Letizia Galati segretaria, Mattia Serpotta tesoriere, Salvo Cannata, Ornella Valenti e Claudio Galletta.

“La Camera Penale – spiega il neopresidente ai nostri microfoni – è un organismo rappresentante gli avvocati penalisti, non solo per tutelare le esigenze della categoria, ma anche per far crescere e maturare il ruolo degli avvocati penalisti nella società e nella giustizia. Ad essa non sono iscritti tutti gli avvocati che operano nel Foro di Catania, ma il nostro intento è proprio quello di rivolgerci ancor di più a tutti gli avvocati, anche a quelli non iscritti”.

L’avvocatura catanese – continua l’avvocato Liotta – ha una grande tradizione, qualità e prospettiva. Per questo, dobbiamo avere consapevolezza del nostro ruolo. Succedere a Trantino è una grande responsabilità e un grande onore. Il nostro lavoro sarà in continuità e cercheremo di rivolgerci ancora di più alla grande platea di avvocati penalisti per comprendere e non perdere coscienza del nostro ruolo”.

La priorità principale sono i giovani in “un contesto sociale che si è molto impoverito e dove la nostra professione è cambiata nei modi, nei luoghi dove farla e nei numeri. Per questo, la Camera Penale ha più di prima la necessità di essere fortemente rappresentativa, come momento di formazione, di consapevolezza, di deontologia e rispetto”.

Enrico Trantino aveva concluso la sua esperienza pubblicando ieri questo messaggio su Facebook: “Con il mio Direttivo – che ringrazio per l’aiuto, i consigli e lo straordinario affetto che mi hanno sempre rivolto – ci siamo spesi tanto, battendoci per una più nobile idea di giustizia. In un mondo assetato di sangue e vendetta, la tutela dei diritti è materia che non sempre procura consensi. Ma se tutti agissimo per ricevere elogi o soddisfare aspettative, tradiremmo la nostra missione, la Toga e la figura di Serafino. Siamo Avvocati. Solo se ci ricordiamo quanta sofferenza e angoscia si annida nelle pieghe del nostro abito d’udienza, e se pretendiamo il rispetto di ciò che siamo, avremo recitato la nostra parte e contribuito a rendere il mondo migliore”.

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Redazione

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